LAZIO. SEDUTE IN MODALITÀ TELEMATICA, IL CONSIGLIO APPROVA.

Il Consiglio regionale dà il via libera alle modifiche al proprio regolamento dei lavori, consentendo anche le riunioni in remoto delle commissioni e degli altri organi consiliari.

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Mauro Buschini (Pd), ha approvato, con 31 voti a favore e un voto contrario, la proposta di deliberazione consiliare n. 44, concernente alcune modifiche al Regolamento dei lavori del Consiglio regionale del Lazio che consentiranno lo svolgimento delle sedute dell’Aula, delle commissioni consiliari e degli altri organi istituzionali in modalità telematica, in caso di comprovate situazioni di gravità ed emergenza nazionale, deliberata dal Consiglio dei ministri. A inizio seduta, la prima da quando è iniziata l’emergenza Covid-19, l’Aula ha osservato un minuto di silenzio, in memoria di tutte le persone che hanno perso la vita in questa emergenza.

Il testo originario della Pdc 44 prevedeva l’introduzione della modalità telematica per le sole riunioni delle commissioni e degli altri organi istituzionali. Un subemendamento che vede come primi firmatari i consiglieri del Movimento 5 stelle Devid Porrello e Roberta Lombardi, riformulato dal vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, ha allargato la modalità telematica anche ai lavori del Consiglio. Poco prima del voto i consiglieri di Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega, contrari alla previsione sulle sedute del Consiglio a distanza, hanno abbandonato i lavori.

Le modifiche regolamentari approvate oggi seguono le due delibere dell’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale che hanno permesso in queste settimane lo svolgimento delle riunioni in modalità telematica delle commissioni, grazie a un’interpretazione evolutiva del regolamento, formulata dalla Giunta per il regolamento nella seduta del 26 marzo scorso, “nelle more dell’adozione delle opportune modifiche al Regolamento dei lavori del Consiglio regionale”.

Il provvedimento introduce nel Regolamento dei lavori un apposito capo, il capo tredici bis, che si compone di tre articoli, il primo dei quali, il 50 bis, così recita: “Nel caso in cui l’Aula, per comprovate situazioni di gravità ed emergenza nazionale deliberata dal Consiglio dei ministri, non possa riunirsi secondo le modalità ordinarie, il Presidente del Consiglio regionale, sentito l’Ufficio di presidenza, convoca la relativa seduta in modalità telematica”. Per seduta in modalità telematica si intende la seduta con la partecipazione a distanza dei componenti, “attraverso l’utilizzo di strumenti telematici idonei a consentire l’identificazione certa di ogni partecipante, la comunicazione in tempo reale a due vie attraverso il collegamento audio-video simultaneo fra tutti i partecipanti, nonché idonei a permettere l’espressione del voto anche a scrutinio segreto”.

“La seduta in modalità telematica dell’Aula – si legge nel provvedimento – si svolge con la partecipazione in presenza, presso la sede del Consiglio, del presidente del Consiglio regionale e di almeno un Vicepresidente e due consiglieri segretari, uno dei quali in rappresentanza della minoranza, nonché di un componente della Giunta regionale”. Le votazioni si svolgono per appello nominale.

Anche le commissioni consiliari possono riunirsi sia in modalità telematica sia in forma mista, vale a dire con la partecipazione a distanza di una parte dei componenti e in presenza, nella sede del Consiglio regionale, di un’altra parte tra cui almeno il presidente e un componente dell’ufficio di presidenza della commissione. L’articolo 50 ter stabilisce che sia accertata l’identità dei componenti e che siano assicurate “adeguate forme di tracciabilità e di pubblicità della seduta”. Spetta all’Ufficio di presidenza del Consiglio regionale il compito di dettare le disposizioni attuative del capo tredici che “si applicano altresì alle sedute dell’Ufficio di presidenza, della Giunta delle elezioni, della Giunta per il regolamento, della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, del Comitato regionale di controllo contabile e degli altri organi interni del Consiglio regionale, in quanto compatibili”.

 

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