LAVORO. LAZIO, CIACCIARELLI: CHIARIRE SITUAZIONE SCUOLE D’ARTE.

(DIRE) Roma, 19 mag. – “Ho scritto all’assessore regionale alla Formazione Di Berardino per evidenziargli la situazione delle imprese che svolgono corsi professionali, con particolare riferimento alle Scuole d’Arte, ovvero a quegli istituti dove si svolgono corsi di alta formazione professionale di Cinema, Musica, Teatro, Danza, Disegno, Fumetto, Animazione, Videogames, Fotografia etc. A Roma si sono costituite in un comitato denominato CO.R.S.A. (Comitato Romano Scuole d’arte) e che vede l’adesione di oltre 80 scuole, Comitato che, gia’ ora, sta raccogliendo adesioni in tutto il territorio nazionale”. Lo scrive in una nota il consigliere della Regione Lazio, Pasquale Ciacciarelli (Lega). “A causa dell’emergenza Covid-19, per queste imprese, si e’ venuta a creare una situazione paradossale e irragionevole, di estrema gravita’ che, se non verra’ sanata al piu’ presto, portera’ alla chiusura e quindi al fallimento, di migliaia di aziende, nel Lazio e su tutto il territorio nazionale, con la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro. Nel DPCM 16 maggio 2020, infatti, questi istituti, sono stati inseriti alla lettera q), ovvero equiparati alle scuole pubbliche e alle Universita’ e quindi non e’ consentita loro la didattica in presenza. Questo- continua- non tenendo conto del fatto che, queste scuole, non sono generiche scuole pubbliche, dove entrano ogni mattina migliaia di studenti, ma piccole realta’, dove gli ingressi quotidiani sono estremamente limitati e per di piu’ distribuiti in diverse fasce orarie comprese dal mattino alla sera e in spazi idonei. Quindi, il loro rischio aggregazione, non puo’ essere calcolato con lo stesso coefficiente applicato alla scuola pubblica e all’Universita’ ma che, anzi, e’ estremamente piu’ basso”.

In quanto imprese private, “agilmente e rapidamente, sono in grado di attuare tutte le misure di sicurezza che vorranno essere predisposte, dal distanziamento sociale alle barriere protettive. Il loro impatto sulla mobilita’ cittadina e’ praticamente nullo. Come ogni altra impresa, hanno bisogno di poter programmare la ripresa della propria attivita’ e che quindi hanno bisogno di una data certa di riapertura, come accaduto, ad esempio, per le palestre, le quali hanno lo stesso fattore di rischio, se non maggiore”. E ancora aggiunge il consigliere Ciacciarelli, “In ultimo, e’ di tutta evidenza, che l’arte non puo’ essere insegnata solo a distanza e che la didattica da remoto puo’ essere uno strumento utile, ma non l’unico. Non sono poi da sottovalutare, da un punto di vista sociale, culturale ed educativo, i corsi propedeutici per bambini e adolescenti, che non solo li avvicinano all’arte, ma li tengono spesso lontani dalle strade e dalle piazze di spaccio. Tutto cio’ premesso, la Regione Lazio dovrebbe farsi promotore, di una proposta di un’ordinanza che chiarisca ed espliciti la distinzione tra Codice Ateco 85 (Scuole Pubbliche) e Codice Ateco 85.5 (Aziende Culturali di Formazione privata). Una iniziativa del genere e’ stata gia’ approvata dalla Regione Friuli Venezia Giulia (Ordinanza Contingibile e urgente n.14/PC) e puo’ essere, ovviamente, personalizzata anche nel Lazio”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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