LAVORO. ISTAT: OLTRE 15 MLN FAMIGLIE RESIDENTI CON ALMENO UN OCCUPATO.

RECUPERO LIVELLI PRE-CRISI AL NORD, ANCORA NON REALIZZATO AL SUD (DIRE) Roma, 6 giu. – Nel 2018, 15 milioni 374 mila le famiglie residenti con almeno un occupato. E’ quanto emerge dal report dell’Istat su ‘Famiglie e mercato del lavoro – Anno 2018′. Le famiglie con due o piu’ persone e un solo occupato ammontano a 5 milioni 697 mila. Le persone in eta’ lavorativa che vivono sole sono occupate nel 74,6% dei casi, in cerca di lavoro nel 12,6%. Tra le coppie con figli (con la madre tra i 25 e i 64 anni) sono tre le tipologie piu’ diffuse: solo il padre occupato a tempo pieno (32,4%); entrambi i genitori lavorano a tempo pieno (27,5%); padre occupato full-time e madre occupata part-time (16,0%). ALMENO UN OCCUPATO IN OLTRE 15 MILIONI DI FAMIGLIE – Nel 2018 ammontano a 18 milioni 823 mila le famiglie con almeno un componente tra i 15 e i 64 anni (72,6% di 25 milioni 926 mila famiglie residenti in Italia). Tra queste, quelle con almeno un occupato sono 15 milioni 374 mila. La partecipazione al mercato del lavoro all’interno della famiglia ha risentito della crisi economica che, soprattutto tra il 2008 e il 2013, ha arrestato il trend positivo degli anni precedenti e condizionato la ripresa in quelli successivi. Nel 2018 la quota di famiglie con almeno un occupato (81,7%) torna tuttavia ad avvicinarsi al livello del 2008 (82,3%). Il recupero dei livelli pre-crisi e’ avvenuto in tutte le regioni del Nord, mentre ancora non si e’ realizzato nel Mezzogiorno. Tra le regioni meridionali le quote piu’ basse sono stimate in Calabria (67,6%) e in Sicilia (67,9%), dove si registrano anche le distanze piu’ marcate rispetto al 2008 (-5,2 e -4,7 punti percentuali). DIMINUISCONO LE PERSONE SOLE INATTIVE IN ETÀ LAVORATIVA – Nel 2018 si stimano 3 milioni 198 mila persone occupate tra i 15 e i 64 anni che vivono sole (74,6% dei 4 milioni 286 mila famiglie unipersonali in eta’ lavorativa). L’incidenza e’ maggiore tra la componente maschile (77,6%), tra coloro che hanno meno di 35 anni (77,0%), tra i residenti al Nord (80,6%) e tra chi ha la cittadinanza straniera (80,1%). Le persone sole disoccupate o potenziali forze di lavoro sono 542 mila, pari al 12,6% (23,7% nel Mezzogiorno e 14,8% tra le persone straniere). Negli ultimi decenni in Italia e’ cresciuto il numero di famiglie e diminuito il numero di componenti. Tra il 2004 e il 2018 si e’ verificato un significativo aumento delle famiglie costituite da una sola persona. Nello stesso periodo e’ aumentata anche la quota di persone sole occupate, passata dal 68,1% del 2004 al 74,6% del 2018. L’aumento si riferisce esclusivamente alla componente piu’ adulta (oltre i 35 anni) e riguarda sia gli uomini sia le donne. Allo stesso modo e’ cresciuta la quota delle persone sole disoccupate o forze di lavoro potenziali (dal 7,1% al 12,6%). A diminuire in misura consistente sono stati, invece, gli inattivi in questa fascia di eta’ che vivono soli: dal 24,9% del 2004 (circa meta’ di questi con pensione da lavoro) al 12,8% del 2018 (meno di un terzo ha una pensione da lavoro).

AL CENTRO-NORD PIÙ FAMIGLIE CON DUE O PIÙ OCCUPATI – Sono 12 milioni 176 mila le famiglie con due o piu’ persone (pluricomponenti) con almeno un occupato (quasi l’84% delle famiglie pluricomponenti con almeno un 15-64enne). L’incidenza arriva a poco meno del 90% al Nord e nel Centro, mentre nel Mezzogiorno non supera il 75,0%. Tra queste, le famiglie con due o piu’ occupati sono 6 milioni 479 mila (44,6% del totale delle pluricomponenti). Tra il 2004 e il 2018 le famiglie con due o piu’ occupati risultano leggermente diminuite: la loro incidenza e’ scesa dal 45,6% al 44,6%. A livello territoriale, le disparita’ geografiche si sono ampliate rispetto al periodo pre-crisi. Le famiglie con due o piu’ occupati sono piu’ diffuse al Nord (54,3% delle famiglie pluricomponenti) e al Centro (48,9%), rispetto alle regioni del Mezzogiorno (29,3%). Il lieve calo complessivo sottintende una forte diminuzione in tutte le ripartizioni geografiche nel periodo di crisi. Tuttavia, mentre dopo il 2013 nel Nord e nel Centro l’incidenza delle famiglie con due o piu’ occupati e’ tornata a crescere progressivamente riportandosi sui livelli del periodo pre-crisi, nel Sud e nelle Isole il recupero e’ stato piu’ lento e lo svantaggio rispetto alle altre ripartizioni e’ aumentato. Nel 2004, infatti, la quota di famiglie con due o piu’ occupati residenti nelle regioni meridionali era pari al 33,3% – contro il 53,4% del Nord e il 48,9% del Centro – ed e’ scesa al 27,5% nel 2013, senza riuscire a recuperare pienamente negli anni successivi. Nel Mezzogiorno le coppie con figli sono la tipologia familiare piu’ diffusa (52,5% delle famiglie residenti con almeno un componente in eta’ lavorativa) ma di queste quelle con due o piu’ occupati sono poco piu’ di un terzo (35,6%). Nel Nord e nel Centro, invece, le coppie con figli rappresentano circa il 42,0%, ma quelle con due o piu’ occupati sono la maggioranza (65,3% e 59,9%). L’incidenza delle famiglie con due o piu’ occupati sul totale delle famiglie pluricomponenti e’ piu’ elevata tra le famiglie di soli italiani (45,0%) rispetto a quelle composte da soli stranieri (42,2%).

 OLTRE 1 MILIONE LE FAMIGLIE PLURICOMPONENTI SENZA OCCUPATI E PENSIONI DA LAVORO – La contrazione dell’occupazione durante le recenti crisi economiche ha comportato una contestuale crescita delle famiglie pluricomponenti senza occupati. La graduale ripresa negli anni successivi non ha fatto recuperare i livelli pre-crisi. Nei quindici anni esaminati, l’incidenza di queste famiglie e’ aumentata dal 15,3% del 2004 al 16,2% del 2018, con un picco del 18,4% nel 2013, per l’effetto negativo della crisi economica che ha annullato la riduzione positiva dei primi quattro anni. Nel 2018 le famiglie con due o piu’ componenti senza occupati sono stimate in 2 milioni 361 mila. Tra queste, quelle senza occupati ne’ pensionati da lavoro (quindi prive di redditi/pensioni da lavoro) sono 1 milione 151 mila, con una incidenza pari al 7,9%, valore sostanzialmente stabile dal 2013 dopo la crescita avvenuta negli anni della crisi economica (4,8% nel 2004). Nei restanti casi si tratta di famiglie prive di occupazione, ma sostenute almeno da una pensione da lavoro, la cui incidenza sul totale delle famiglie con due o piu’ componenti e’ pari all’8,3% (10,5% nel 2004). Le famiglie prive di redditi/pensioni da lavoro sono sempre piu’ frequentemente quelle in cui e’ presente un solo genitore con figli senza altri familiari coabitanti. Tra le famiglie monogenitori, nel 2018, e’ senza lavoro una famiglia su cinque (circa 400 mila famiglie), nel 2004 era circa una su sette. Aumenta rispetto al 2004 anche la quota di famiglie senza redditi da lavoro tra le coppie con figli (dal 3,1% al 5,4%) e senza figli (dal 4,2% al 6,0%). Le famiglie senza occupati e senza pensionati da lavoro sono molto piu’ diffuse nel Mezzogiorno.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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