LAVORO. ECCO QUANTO GUADAGNANO I RIDER E CHI DEVE OCCUPARSENE.

Gig economy: Di Maio parla con i sindacati autonomi dei rider e promette nuove leggi. La risposta: “Vediamo il decreto”. La Cgil presidia in prefettura a Milano e prova a intestarsi la battaglia sul lavoro digitale. Una tabella mostra contratti e compensi: dai 2 euro a consegna di Uber Eats fino ai 6,5 l’ora di Just Eat (RED.SOC.) MILANO/BOLOGNA – Una web call fra il ministro del Lavoro Luigi Di Maio e una delegazione di lavoratori di Milano e Bologna, appartenenti alle principali aziende del food delivery. Un documentario di 40 minuti sulle condizioni dei lavoratori, rilasciato sui siti delle organizzazioni sindacali autonome di categoria che, nei loro comunicati, prendono le distanze dai sindacati tradizionali e confederati. I quali, provano a reagire. Lo fa la Filt-Cgil milanese con un presidio di fronte alla prefettura del capoluogo lombardo, indetto nel pomeriggio di venerdi’ 15 giugno. E infine la campagna “Deliveright – consegnateci i diritti”: una manciata di video interviste rilasciate in pillole sui canali social dei Giovani Democratici di Milano e prodotti da studenti delle universita’ Bocconi e Statale. Interviste in cui si raccontano le storie personali, lavorative e i meccanismi digitali a cui i fattorini di Foodora, Uber Eats, Deliveroo, Glovo e le altre societa’ di settore, devono sottostare. Storie che sono state mostrate anche al segretario nazionale del Partito democratico, Maurizio Martina, nell’ambito di un’iniziativa sulla Gig economy tenutasi il 25 maggio all’Arci Bellezza, con i video prodotti dai Gd mostrati in anteprima.L’attenzione sui rider non e’ mai stata cosi’ alta: per la seconda volta, in meno di due settimane, Luigi Di Maio ha parlato con una delegazione di ciclofattorini. La web call e’ avvenuta giovedi’ 14 giugno e il ministro ha parlato di un potenziale provvedimento legislativo, per estendere le tutele del lavoro subordinato a chi oggi e’ in forza alle piattaforme digitali. Lo fa sapere il Riders Union di Bologna in un comunicato stampa. Nel quale, assieme agli omologhi di Milano, vengono ribadite le loro priorita’: a Di Maio chiedono una drastica regolamentazione del settore, l’abolizione del cottimo, un salario dignitoso e trattative che abbiano come punto centrale il contratto nazionale della logistica. “Giudicheremo con franchezza la proposta del ministero e ci riserviamo la possibilita’ di mobilitarci qualora non si rispettassero gli impegni assunti” scrivono nella nota.Tre i punti emersi dalla web call con il ministro del Lavoro a cui hanno partecipato Riders Union Bologna, Deliverance Milano e Riders Union Roma. “Il ministero ha intenzione di muoversi velocemente utilizzando lo strumento del Decreto legge, vuole intervenire per tutti i lavori digitali ed estendere le tutele della subordinazione ai lavoratori delle diverse piattaforme”, spiega Maurilio Pirone di Riders Union Bologna. Sul terzo punto pero’ i riders bolognesi sono cauti: “Bisogna vedere cosa prevede il testo – afferma Pirone – Vogliamo poter leggere, valutare e fare proposte da portare eventualmente in un incontro di persona con il ministro”. Incontro che potrebbe essere gia’ messo in calendario per la settimana prossima. “Non vogliamo che la decisione sia unilaterale ma chiediamo che sia garantito il confronto con le forme autorganizzate dei lavoratori – ha concluso Pirone – Vanno bene i tempi celeri ma vogliamo il confronto”.Mentre i sindacati autonomi trattano con il governo, la Cgil trasporti di Milano, guidata dal segretario cittadino, Luca Stanzione, ha organizzato un presidio venerdi’ pomeriggio in Corso Monforte, davanti alla prefettura. E’ la seconda iniziativa organizzata in poche settimane dal sindacato, dopo lo sciopero di venerdi’ 25 maggio. A chi contesta la bassa adesione dei lavoratori alle iniziative del piu’ antico sindacato italiano, Stanzione risponde che senza queste mobilitazioni nemmeno si parlerebbe dei diritti dei rider, che oggi sono sulla bocca di tutti: stampa e politica.Uno dei primi passi per la Filt meneghina e’ stato produrre una tabella intitola “I compensi della Gig Economy”, in cui si riassumono salari e tipologie contrattuali per le principali societa’ di settore. Se l e tute rosa di Foodora lavorano con contrattiCo.co.coa 4euro lordi a consegna (erano 5,60 euro lordi per ogni ora di disponibilita’ fino a ottobre 2016), Uber Eats opta per la collaborazione autonoma occasionale: 2 euro a consegna e una voce variabile secondo il chilometraggio. E’ il salario “variabile” a farla da padrone nella tabella prodotta da Cgil e non sempre e’ stato cosi’: Glovo utilizzava ilCo.co.cofino al 2017, con 7,35 euro lordi per ogni ora di disponibilita’ “assorbili” – scrive il sindacato – nel compenso a consegna variabile. Nel nuovo anno Glovo preferisce la collaborazione autonoma occasionale con compenso a consegna variabile sulla base delle distanze percorse.Dai dati presentati le aziende piu’ “generose” con i lavoratori sembrano essere Deliveroo, con i suoi 7 euro lordi “per ora di lavoro” piu’ un bonus di 1,5 euro a consegna e infine Just Eat che propone 6,5 euro netti “per ora di attivita'” e 4 euro netti per “ogni periodo in cui il driver ha comunicato la propria disponibilita'”, con ulteriori indennita’ non quantificate previste nei casi di pioggia, giorni festivi e prefestivi e un bonus per chi effettua numerose consegne.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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