L’arte contemporanea onora San Giovanni Paolo II nel centenario della nascita, il ricordo nei ritratti di Guadagnuolo

Nel 2020 ricorre il centenario della nascita di San Giovanni Paolo II. Nel giorno della nascita del Papa Santo, il 18 maggio, Papa Francesco, durante la S. Messa nella Basilica di San Pietro, celebrata proprio sulla tomba di San Giovanni Paolo II, lo ha ricordato: «oggi noi qui possiamo dire: cento anni fa il Signore ha visitato il suo popolo, ha inviato un uomo, lo ha preparato per fare il Vescovo e guidare la Chiesa. Il Signore ama il suo popolo, […], ha inviato un Pastore». Ha continuato il Pontefice, indicando tre qualità di Karol Wojtyla: “La preghiera, la vicinanza al popolo e l’amore per la giustizia”.

Incontriamo il noto artista Francesco Guadagnuolo, il quale ha avuto modo di conoscere il Papa Santo. Diceva di lui nel 2007 Mons. Elio Venier: «…Di particolare successo ed interesse sono le opere di Guadagnuolo che riguardano il Pontefice Giovanni Paolo II, da cui aveva meritato particolare stima personale e di cui si è fatto ‘cantore’ sia delle opere letterarie, come “La Bottega dell’Orefice”, e sia del suo drammatico percorso di sofferenze e di universale esemplarità negli ultimi anni del suo Pontificato».

     Il pittore Francesco Guadagnuolo considerato uno dei maggiori artisti del rinnovamento iconografico dell’arte sacra, già ritrattista di Karol Wojtyla in tante occasioni del suo Pontificato, grazie anche alla conoscenza personale col Pontefice, i suoi ritratti realizzati nell’arco del suo Pontificato lo ricordano così: “I ritratti dedicati a Giovanni Paolo II raffigurano il Pontefice come “testimone d’amore nella sofferenza” perché esprimono, con intensità e introspezione psicologica, i momenti più dolorosi del suo calvario, affrontati con fede e dignità. Per questo chi osserva i ritratti di San Giovanni Paolo II ha la sensazione di vivere un’esperienza particolare che lo porta a riflettere sul messaggio di salvezza del Santo Padre come mezzo di redenzione”.

      Sono opere che parlano da sole e che incarnano il grande Pontefice, di questi ritratti la critica ha asserito che Guadagnuolo ha dato inizio ad una nuova ritrattistica papale, ‘della sofferenza’ appunto, che, a differenza dei suoi predecessori, Papa Wojtyla non ha voluto nascondere il suo dolore agli occhi del mondo, facendone anzi un punto di forza al termine del suo pontificato con l’offrire un grande esempio per tutta l’umanità dolente. Guadagnuolo ha saputo interpretare quelle emozioni con la sua arte: è riuscito ad immortalare la sofferenza nei ritratti del Papa, ricorrendo a gradazioni di colori e di chiaroscuri, con prospettive di luce che esaltano il tormento degli ultimi momenti di vita e la gioia della rinascita in Dio che annulla ogni angoscia e si trasforma in estasi.

Scrive il poeta Angelo Mundula: «Le sue sacre immagini, mi colpiscono molto con la nutriente vivezza del colore e del segno: da quel grido muto del Papa in cui sembra vi sia il rifiuto di tutto l’orrore del mondo (neppure Munch era riuscito a tanto)… ». Anche Mons. Dante Balboni, già Segretario della Pontificia Commissione per l’Arte Sacra ha scritto: “… Ritrattista nato, ha realizzato diversi ritratti a Giovanni Paolo II che lo portano ad essere considerato il pittore del Papa…”.

    Resta ancora vivo il ricordo e l’emozione, di tanti che erano presenti in Vaticano nel febbraio 2010 presso l’Aula Paolo VI (Sala Nervi) alla mostra di Guadagnuolo, che queste opere su Papa Wojtyla hanno suscitato nell’animo dei visitatori e che l’artista propone nel far rivivere Giovanni Paolo II, testimoniando la Sua grande opera di fede nei circa lunghi 27 anni di Pontificato. È stata apprezzata a livello internazionale in molte città europee come a Varsavia di cui si legge in catalogo dal testo del Cardinale Stanislaw Dziwisz che è stato il Suo Segretario: «La Mostra del Prof. Francesco Guadagnuolo è un documento degli ultimi anni ed anche degli ultimi giorni del Servo di Dio Giovanni Paolo II. Essa è un invito a meditazioni su questo straordinario Pontificato, che ci permetteranno di conoscere più da vicino, di apprezzare e di capire quanto sia grande il testamento spirituale lasciatoci da Giovanni Paolo II». Inoltre, Guadagnuolo ha raccolto lusinghieri consensi a livello internazionale fuori dall’Europa, in America, dove è stata ospitata per tre mesi nelle sale del Museo del Knights of Columbus Museum di New Haven, a pochi  km da New York.

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