La Ue pronta a sanzionare Polonia e Ungheria: “Non hanno accolto migranti”.

Ad oggi Polonia e Ungheria non hanno ancora accolto alcun richiedente asilo riconosciuto idoneo alla ricollocazione, violando così gli accordi giuridici assunti da Bruxelles nel 2015. Se ciò non verrà fatto “immediatamente o comunque entro il prossimo mese”, la Commissione europea avvierà la procedura di infrazione.

L’avvertimento giunge dalla dodicesima relazione della Commissione europea sui piani attuati dagli Stati membri su ricollocazione e reinsediamento a partire dal 17 aprile.

Dal documento emerge un elemento positivo, il numero delle persone ricollocate in questi primi quattro mesi e mezzo del 2017 è circa pari a quelli dell’intero 2016: 18.418 persone, in particolare 5.711 dall’Italia e 12.707 dalla Grecia.

Un dato che secondo Dimitris Avramopoulos, commissario responsabile per la Migrazione, “la ricollocazione funziona se vi è la volontà di rispettare quanto concordato assieme in uno spirito di leale cooperazione“.

Se da un lato si apprezzano i “maggiori sforzi” compiuti da alcuni Stati membri, in quanto procedono “attivamente e con regolarità alle ricollocazioni”, la Commissione torna a evidenziare il comportamento di quelli che, ad oggi, “non ne hanno ancora effettuata nessuna, venendo meno ai loro obblighi giuridici”: oltre a Ungheria e Polonia, anche l’Austria, che tuttavia di recente ha manifestato l’intenzione di accogliere 50 richiedenti asilo dall’Italia.

“Una decisione – si legge ancora – che la Commissione accoglie con favore”, ma a cui segue l’esortazione “ad accogliere anche dalla Grecia”.

Inoltre, “la Repubblica Ceca non è stata attiva nell’ambito del meccanismo da quasi un anno”.

IN ITALIA AUMENTANO LE RICOLLOCAZIONI DEI RICHIEDENTI ASILO

Attualmente i candidati alla ricollocazione sono 12.400 in Grecia e 2.500 in Italia. Nel nostro Paese però questo numero è destinato ad aumentare, poiché, ricorda la Commissione, “dovrebbero essere presto registrate 700 persone e gli oltre 1.100 eritrei che sono arrivati in Italia nel 2017”.

Tali cifre restano comunque “inferiori a quelle previste nelle decisioni del Consiglio. Tenuto conto dei progressi registrati finora – proseguono i responsabili Ue – la ricollocazione di tutte le persone ammissibili entro settembre 2017 è senz’altro possibile se gli Stati membri dimostrano la volontà politica e la determinazione ad agire per tenere fede a quanto concordato insieme. In ogni caso, l’obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili dalla Grecia e dall’Italia non verrà meno dopo settembre”.

Quanto al reinsediamento, “gli Stati membri hanno continuato a compiere progressi significativi, offrendo finora a 16.163 persone percorsi migratori sicuri e legali, pari a oltre due terzi dei reinsediamenti concordati nell’ambito del programma dell’Ue”.

La Commissione conclude quindi incoraggiando Budapest e Varsavia a iniziare a tener fede agli impegni presi; esorta quindi l’Italia ad “accelerare con urgenza le procedure di identificazione”, nonché “garantire che le persone ammissibili alla ricollocazione siano convogliate in modo ordinato in centri di ricollocazione appositamente designati. A tal fine, la Commissione ha recentemente stanziato 15,33 milioni di euro in aiuti di emergenza per migliorare il funzionamento del meccanismo di ricollocazione in Italia”.

Infine, Germania, Spagna, Francia, Belgio, Croazia, Romania e Slovacchia sono incoraggiate ad aumentare le persone accolte ogni mese da Grecia e Italia.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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