LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE DEVE TORNARE AD ASSUMERE PER COMBATTERE LA DISOCCUPAZIONE.

E’ LA RICHIESTA DELLA UIL FPL CHE RECLAMA MAGGIORE TUTELA E CONSIDERAZIONE PER I DIPENDENTI PUBBLICI

Il dramma della disoccupazione si supera solo tornando ad assumere, ripartendo dalla pubblica amministrazione. La ricetta della Uil Fpl è semplice ma efficace, i comuni e gli enti pubblici presentano ovunque organici non sufficienti per rendere la macchina amministrativa in grado di dare risposte concrete. A risentirne sono i servizi ai cittadini e tutti coloro che in attesa da anni per un concorso pubblico: “Da tempo le contrattazioni sono ferme – evidenzia il segretario generale della Uil Fpl Paolo Pandolfi – e gli enti non ci convocano più. Le risorse sono poche e quelle che ci sono vengono spese male. Si preferisce dare incarichi a professionisti, piuttosto che assumere personale a tempo indeterminato con costi praticamente simili. Ci sono stati numerosi pensionamenti ma coloro che hanno raggiunto l’età del meritato riposo non sono mai stati rimpiazzati, il dipendente pubblico fino a qualche anno fa era rispettato, oggi completamente snaturato e spesso svuotato di mansioni. La disoccupazione – chiosa Pandolfi – deve essere combattuta in primis dallo Stato favorendo le assunzioni nei propri enti, dai Comuni alle Regioni, dalle Province alla sanità fino alla scuola”. A preoccupare la Uil Fpl è poi il rapporto “Dinamiche del mercato del lavoro nelle province italiane” realizzato dall’Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro che evidenzia una situazione difficile: il tasso di disoccupazione nel 2016 è stato pari al 16,8 per cento con dati praticamente raddoppiati se si prendono in considerazione due indici, quello dell’inattività che riguarda il 40,6 per cento di persone comprese tra i 15 e i 64 anni e quello della precarietà con il 33,7 per cento che lavora con contratti part-time, a termine o di semplice collaborazione.

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