La Città di Ferentino mantiene viva la memoria dei suoi martiri per la Libertà.

Ferentino 3 Aprile 2013 AssociazioniIl sindaco di Ferentino, Antonio Pompeo: Ho condiviso in questi giorni le parole del premier Letta, legate alla scomparsa di Erich Priebke: la dimostrazione che non è finita e che dobbiamo essere tutti insieme baluardo al ritorno di sentimenti di odio e morte. Proprio in questi giorni nei quali con il solerte Primo Polletta, stiamo predisponendo la giornata del Premio Cultura Don Giuseppe Morosiniil nostro sacerdote-partigiano, fucilato dai nazifascisti a Forte Bravetta. Un omaggio, felice intuizione del compianto Alberto Cedrone e del professor Carmelo Testa di Avellino, recentemente deceduto, per celebrare la memoria di un eroe dei nostri giorni, testimone della fede e martire della libertà, trasmettendone l’esempio e gli insegnamenti alle nuove generazioni. Le cerimonie del prossimo 16 novembre saranno momento per continuare a testimoniare, a perpetuare la memoria dei nostri martiri, momenti di riflessione sulla vita e sul sacrificio di questi eroi così vicini a noi, motivi di fierezza e di orgoglio perché figli del nostro territorio.

Ferentino 3 Aprile 2013 Onori a Don GiuseppeLa storia e la società civile hanno espresso in modo unanime, consapevole e perenne la condanna delle atrocità di cui si sono macchiati i criminali nazifascisti. Eccessivo e sbagliato tanto clamore e spazio a farneticazione testamentarie, gravissima offesa ai 335 morti delle Fosse Ardeatine, ai nostri morti nelle cave di pozzolana, Giovanni Ballina e Ambrogio Pettorini. La Storia ha già stabilito in maniera inequivocabile le varie responsabilità: Don Giuseppe, vittima, luminosa figura di soldato di Cristo e della Patria, Priebke, criminale, principale collaboratore di Kappler, organizzatore ed esecutore del massacro delle Fosse Ardeatine, evento-simbolo della efferatezza nazista per le tragiche circostanze che portarono al suo compimento.

Ha scritto Primo Levi: I militi delle SS si divertivano ad ammonire cinicamente i Ferentino 3 Aprile 2013 relatoriprigionieri: nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti. Nel romanzo L’alba di un mondo nuovo, Alberto Asor Rosa, rivive l’agghiacciante scoperta delle Fosse Ardeatine dove, adolescente, si reca in compagnia del padre: Mio nonno morì nel tardo pomeriggio, esattamente quarantotto ore dopo la strage delle Fosse Ardeatine, che però allora non si chiamavano così perché nessuno sapeva dove la sentenza fosse stata eseguita.

Come comunità non accettiamo queste offese alla dignità dell’uomo, ai nostri caduti come alle vittime “sconosciute” dei bombardamenti anglo-americani del maggio 1944, in ricordo delle inutili, feroci stragi di civili in tutta Italia per mano nazista, dai più di duemila ammazzati a Marzabotto ai sette Fratelli Cervi, ai milioni di uomini sterminati nei lager.

E’ nostro dovere dare memoria a chi riposa nella nostra terra o ai tanti dispersi: caduti in Russia, giustiziati come Domenico Salvatori per aver rifiutato di collaborare con i nazisti, scomparsi nell’affondamento del piroscafo Conte Rosso, deceduti in atti di eroismo come il tenente Lolli Ghetti, operatori in missione di pace come Simone Cola. Dobbiamo conservare “leggibili” i nomi dei caduti nella prima guerra mondiale, quei “nostri contadini che non capivano gli avvenimenti che stavano bruciando l’Europa” . In questi giorni il nostro pensiero va alla tragedia di Lampedusa, a vicende di poveri uomini che ricercavano una libertà e ad altri che ancora la ricercano, e una terra che li possa accogliere.

 

 

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