La bellezza vince la morte, a Ceccano l’Harmonie Messe di Haydn per la speranza.

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Tante persone, tanti genitori a ricordare i loro figli, mariti per le loro mogli… la musica di Haydn li ha accomunati nel dolore, certo, ma soprattutto nella speranza che la bellezza della vita futura, della vita eterna li farà ritrovare in una grande, nuova famiglia umana: questo il significato profondo del concerto che ha visto domenica sera l’orchestra sinfonica Francesco Alviti e il coro Josquin Des Pres, diretti da Mauro Gizzi eseguire Harmonie Messe, la messa della gioia, dell’armonia che Franz Joseph Haydn compose per un momento scuro della storia viennese proprio per dare il segno della speranza.

Il coro finale del Dona nobis pacem ha racchiuso i sentimenti di amore, di nostalgia, di dolore che la morte di un giovane può rappresentare per tutti, sfuggendo ad ogni considerazione razionale. Il concerto commemorava il decimo anniversario della scomparsa di Francesco Alviti, morto a 22 anni, dopo aver vanamente lottato contro una terribile malattia, con l’intenzione di affermare la potenza della bellezza, dell’armonia appunto capace di farci percepire l’eterno.

Le voci soliste nel concerto sono state quelle dei soprani Vittoria D’Annibale e Veronica Spinelli, dei tenori Enrico Talocco e Domenico Raco, del mezzosoprano Fabiola Mastrogiacomo, del basso Alessandro Della Morte, con al pianoforte Chiara Olmetti ed Alessandra Maura, all’organo e basso continuo. Insieme a Francesco sono stati ricordati tra gli altri Fiammetta Misserville, Ilenia Pirri, Pio Di Meo, Rico e Valentina Gizzi, Pasqualina Mastrogiacomo e Michelangelo di Mario 

info 3358372762

le foto sono di Giuseppe Bucciarelli
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