ITALIA-GIAPPONE. CORONAVIRUS, ENTRO FINE MESE ABE VUOLE CHIAREZZA SU AVIGAN.

INDICAZIONI DEFINITIVE SU EFFICACIA E SICUREZZA. IN USO ANCHE CAMOSTAT (DIRE) Tokyo, 14 mag.Il premier nipponico Shinzo Abe ha posto il termine del 31 maggio per avere indicazioni definitive e chiare sulla efficacia e la sicurezza del farmaco Avigan, sospetto di produrre effetti collaterali gravi, quali ad esempio malformazioni nei feti. Nella corsa globale alla ricerca di trattamenti efficaci contro il coronavirus, l’antivirale giapponese noto come Avigan ha avuto particolare visibilita’, dovuta anche al pubblico apprezzamento mostrato da Abe, che ha anche stanziato fondi per la ricerca sul farmaco all’interno del maxi pacchetto approvato dalle camere la scorsa settimana. L’interesse per Avigan, prodotto da Fujifilm Holding Corp., e’ aumentato a marzo dopo che i medici cinesi hanno affermato che il farmaco risultava efficace per aiutare i pazienti a riprendersi dal Covid-19. L’antivirale al momento e’ oggetto di 14 studi clinici e le azioni in borsa di Fujifilm hanno raggiunto livelli record. Nel frattempo il governo ha distribuito forniture gratuite di Avigan a 43 paesi che ne hanno formalmente fatto richiesta. Il presidente di Fujifilm, Shigetaka Komori, e’ un sostenitore di lunga data di Shinzo Abe, al punto che lo stesso Consiglio dei ministri ha dovuto smentire pubblicamente che vi siano legami tra la loro relazione e la promozione da parte del governo di Avigan. “L’uso di Avigan e’ deciso dai medici e la sua approvazione dipendera’ solamente dalla valutazione medica e scientifica e nulla ha a che fare con il rapporto tra il primo ministro e una determinata azienda”, ha dichiarato la portavoce della Fujifilm Kana Matsumoto.

Tuttavia quella di Avigan non e’ l’unica opzione nella lotta “giapponese” al Covid-19. Camostat, un farmaco per pancreatite prodotto 35 anni fa dalla Ono Pharmaceutical Co. di Osaka, ha catturato piano piano l’interesse degli scienziati in Giappone e all’estero, senza i clamori suscitati da Avigan. Il farmaco e’ un inibitore della proteasi che e’ stato utilizzato principalmente per trattare la pancreatite e alcuni tipi di cancro. I precedenti test di laboratorio e sugli animali condotti per la cura alla Sars-CoV-1 hanno dimostrato che possiede funzioni antivirali e puo’ essere tranquillamente somministrato in dosi sufficientemente elevate. Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica ‘Cell’ a marzo ha rivelato che Camostat blocca un enzima essenziale per l’ingresso del coronavirus nei polmoni, attirando l’interesse dei ricercatori. Uno di questi era il Dr. Joseph Vinetz, professore alla Yale School of Medicine, pronto a lanciare una sperimentazione clinica di Camostat. I due composti sono tra le dozzine di farmaci attualmente sottoposte a test in tutto il mondo e mostrano come la corsa allo sviluppo di cure e vaccini sia ancora aperta.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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