Intervista alla signora Rosa Roccatani ( 02/08/2018) sul caso grave della chiusura del nosocomio della Città dei Papi.

Qui di seguito allego una serie di domande, sottoposte in data 30 luglio 2018, alla signora Rosa Roccatani, segretario provinciale di UGL Sanità Frosinone, che questa sera sarà presente alla fiaccolata messa in atto dal comitato in bianco siglato “Adesso Basta”, autocostituitosi per sensibilizzare l’opinione pubblica sul gravoso problema dell’ormai ex nosocomio della Città dei Papi. La signora Roccatani, prima di rispondere, ha voluto accertarsi della veridicità delle risposte da concedere e, anzi, in un caso, mi ha promesso che ci saremmo ritornare su dopo aver acquisito ulteriori informazioni.

Da parte mia ringrazio la signora Roccatani e aspetto di poterla di nuovo intervistare dopo che si saranno ottenuti risultati tangibili a seguito delle costanti mobilitazioni cittadine. Ribadisco la necessità di una Sanità pubblica e al servizio dei cittadini e auspico che l’ennesima mobilitazione odierna riesca a scuotere qualche coscienza nei pressi della Regione Lazio.

  1. Gentile signora Roccatani, in una recente lettera aperta lei fa riferimento alla scarsa informazione che giornalisti e politici locali hanno dimostrato nei confronti della vicenda della definitiva chiusura dell’ospedale di Anagni. Può essere più precisa a tal proposito e indicare con chiarezza cosa è stato detto e che ha generato psicosi nell’utenza?

Risposta:

L’affermazione della UGL non era un riferimento ironico nei confronti degli organi della informazione, ma era una critica nei confronti della ASL, il quale anziché prendere atto dell’infausta vicenda ed assumersi le dovute responsabilità unitamente alla Regione Lazio , tramite il proprio Ufficio Stampa

dichiara:“È importante che sia ben chiaro a tutti, prima di tutto ai cittadini ma anche ai protagonisti della politica e dell’informazione, nonché alle cariche istituzionali, che la struttura di Anagni è un presidio sanitario (non un ospedale) dedicato ad attività territoriali già dal 2010, a seguito del DCA n80 dell’allora Commissario ad acta per la sanità” – “è altrettanto importante che chi cerca di indurre nei cittadini l’idea che ad Anagni vi sia un ospedale con un pronto soccorso non solo non dice la verità ma non fa altro che forviare la percezione e la consapevolezza dei cittadini, con il rischio che episodi così spiacevole e dolorosi sia fronteggiati in modo inidoneo e, quindi possano purtroppo ripetersi.

Dunque, la UGL stupita delle inaccettabili dichiarazioni della ASL e consapevole che non vi è responsabilità alcuna degli organi di stampa, bensì che i veri responsabili sono è restano coloro che nel programmare e decretare la sanità provinciale dimenticano il vasto territorio (Anagni Colleferro Paliano e comuni limitrofi). Ovvero i richiamati “PROTAGONISTI DELLA POLITICA E CARICHE ISTITUZIONALI PREPOSTE”che, se mai l’avessero dimenticato, ricordo, che ne fanno parte!!!!, per quanto attiene lo sciagurato decreto 80, ricordo ancora che sono passati 8 lunghi anni, tempo più utile per abrogare e promulgare nuove leggi, ma non è stato fatto di chi la responsabilità? sono state abolite le inaccettabili macroaree, per la sanità provinciale cosa è cambiato? Assolutamente nulla, anzi si assiste quotidianamente all’inesorabile crescente declino del sistema sanitario!!!!

  1. Secondo il suo parere, in qualità di segretario provinciale di UGL Sanità Frosinone, quale sarebbe la prima e fondamentale azione da perseguire per ripristinare almeno il servizio di PPI e di PAT nell’ex nosocomio anagnino?

Risposta:

Come già dichiarato a mezzo stampa, la UGL ribadisce “né PAT, né PPI, il comprensorio anagnino

necessita di una struttura ospedaliera territoriale, poiché : area disagiata – impervia viabilità –elevata concentrazione di stabilimenti industriali – rischio incidenti rilevanti – Sito d’Interesse Nazionale per l’inquinamento ambientale – mezzi di soccorso limitati e senza medici a bordo – bacino di utenza valevole alla pretesa di un ospedale necessario a garantire l’emergenza/urgenza.

  1. L’ex sindaco di Anagni, Fausto Bassetta si era battuto affinché si potesse istituire, all’interno della struttura ospedaliera, un centro per la cura e la prevenzione di malattie inerenti alla Valle del Sacco. Ad agosto dello scorso anno era stata aperta un’ala, limitrofa all’ex PPI per i malati di lunga degenza. Mi spiega, secondo il suo parere, perché la Regione Lazio non ha sostenuto un aspetto così importante per la Sanità dei territori della Valle del Sacco?

Risposta:

Questa è domanda da rivolgere alla Regione Lazio, la quale, seppur condannata dalla UE, nell’approvare l’Atto Aziendale dimentica l’impellenza del risanamento ambientale della “Valle del Sacco” a cui non sfugge di conferire l’incarico di Coordinatore “Salute Ambiente” al suggerito uomo proposto dalla ASL.

  1. La necessità di avere un’area dotata di eliporto ci riporta a quanto è stato dichiarato di essere stato posto a disposizione dal Centro Costruzioni di Domenico Beccidelli alla ASL di Frosinone, pare attraverso un Protocollo d’ intesa, che, come tutti sanno, deve essere rinnovabile ogni anno. Ora, sapendo che in tale sorta di accordo, il protocollo d’intesa non è sufficiente, non le sembra che la questione sia ancora allo stato rudimentale, mancando infatti una stazione per le ambulanze Ares 118 all’interno dell’eliporto? Come pensa che si potrà risolvere la questione, visto che lei è una operatrice ospedaliera e ben conosce la burocrazia della Sanità?

Risposta:

Un protocollo d’intesa è stato stipulato tra le parti (ARES 118 – ASL – Elitalia – Aeronautica Militare), ma è scaduto il 31/12/2017, con facoltà di proroga su espressa volontà delle parti. Per quanto di nostra conoscenza, non risulta essere prorogato ma comunque,al momento, con tutte le sue criticità, viene utilizzato.

  1. Ringraziandola per la sua disponibilità, le porgo un’ultima domanda. Di recente sono state istituite diverse iniziative, tra cui una fiaccolata, per attirare l’opinione pubblica e per scuotere le coscienze sulla necessità che l’ospedale di Anagni non diventi quanto la stessa Polverini, che ne decretò la chiusura, voleva, cioè una struttura privata ad uso elitario. Lei, signora Roccatani, non pensa che un’azione congiunta, che coinvolga i lavoratori e l’utenza dell’intera provincia di Frosinone, sarebbe l’azione più congrua e più altamente motivante per scuotere il torpore della Regione Lazio e per istigare una rivalutazione della Sanità pubblica?

Risposta: ( che la signora Roccatani ha preferito suddividere in tre parti)

punto 1°) la UGL ritiene indubbiamente utile le iniziative popolari, quando però queste non siano strumentali – tantomeno quando queste seguono ad accordi prestabiliti (come accaduto in altre circostanze quando su domanda dei partecipanti alla Mastrobuono su le molteplici criticità, sembra che fu risposto “abbiamo dato al sindaco quanto richiesto cosa volete di più”;

punto 2° : La UGL, in particolare la sottoscritta in qualità di segretario provinciale, ha contestato l’allora decreto n.80, sia in privato, sia pubblicamente, auspicando l’alternanza politica, mantenesse le promesse fatte in campagna elettorale, impegno come al solito non mantenuti, ciò nonostante a distanza di 8 anni si cela dietro i misfatti altrui non assumendosi le responsabilità proprie.

Punto 3°: l’azione congiunta (lavoratori – cittadini – associazioni – sindacati) allo stato attuale è vitale per scuotere le coscienze di chi eletto su questo territorio alla prossima campagna elettorale può aggiudicarsi il vanto di avere dato un contributo per la salvaguardia della salute dei cittadini.

Antonella Necci

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