Intervista al dott. Di Giulio di Anagni.

L’OPPOSIZIONE CERCA LA STRADA DELLA LEGALITÀ E DEL BUON SENSO.

Ad Anagni continua l’azione, non congiunta, tra maggioranza ed opposizione consiliare per lo scopo comune, oltre che sociale, di permettere la riapertura del PPI dell’ospedale della città dei Papi, come primo passo verso verso una futura rivalutazione della struttura.

In contemporanea, è stata inviata una interrogazione a risposta scritta, da parte del dott. Nello Di Giulio, che sta cercando di spingere il sindaco Natalia a trovare un mezzo rapido adatto a risolvere la questione dell’aumento delle tariffe SAF che graverà non poco sulle tasche dei cittadini.

Tra gli esponenti della minoranza consiliare, il dott. Di Giulio risulta essere quello più attivo e competente dal punto di vista burocratico e meno ligio a cercare una strategia non istituzionale per l’ottenimento dei diritti dei cittadini anagnini. Tra tutti i membri dell’opposizione e anche tra quelli della maggioranza, il dott. Di Giulio continua ad esortare la politica locale al perseguimento di percorsi legittimi e legali, abbandonando la ormai atavica abitudine italica a ricercare la risoluzione di qualsiasi questione in modo ambiguo, sotterraneo, torbido e magari, nemmeno tanto legale.
Al dott. Di Giulio, quindi, prima ancora di parlare d’altro, vorrei chiedere:

1. Anagni, con quest’ultimo avvenimento (L’ ‘improvvisa morte della signora Annamaria Ascenzi per shock anafilattico), è davvero sprofondata indietro di decenni? E se è così, come è stata possibile l’inutilità, in tutti questi anni, delle varie associazioni in difesa dell’ospedale?

R) Sì. Purtroppo nel settore della sanità Anagni ha registrato un progressivo depauperamento dei servizi tale da cancellarne l’importante ruolo che, con il suo importante ospedale, aveva esercitato per oltre un secolo nell’intero comprensorio di riferimento. L’ormai ex ospedale, inaugurato giustappunto nell’anno 1898, ha erogato servizi e cure di qualità fino agli inizi degli anni Duemila, dopodiché un buio progressivo fino ai fatti di cronaca degli ultimi giorni. Le varie associazioni di cittadini sono state fondamentali per tenere alta l’attenzione su tale decadimento, ma poco esse potevano di fronte ad un processo di riorganizzazione / destrutturazione della sanità che, con la soppressione del presidio ospedaliero, ha di fatto cessato anche il fondamentale servizio del “pronto soccorso”.
Purtroppo la politica, le istituzioni, venendo platealmente meno al loro ruolo, ben volentieri hanno lasciato il cerino acceso in mano alle associazioni.

2. La maggioranza, il M5S, e Casapound insistono con il gettare tutte le colpe sul PD e su Zingaretti. Ma che senso ha fare politica senza trovare soluzioni?

R) Il capro espiatorio è sempre servito per lavare la coscienza dei correi. La politica dei capipopolo ha mostrato tutti i limiti di conoscenze, analisi e proposte su argomenti particolarmente delicati e complessi che richiederebbero più flessibilità verso l’innovazione e meno arroccamento su posizioni fuori dal tempo.

3. E se per lei è possibile, in questo momento, quale sarebbe l’azione più corretta che il sindaco Natalia dovrebbe attuare?

R) Non vorrei qui ripetere i contenuti della “lettera aperta” da me inviata al Sindaco della Città proprio in questi giorni. Di fatto sarebbero le stesse cose che con i miei amici di “Anagni CAMBIA Anagni” raccontiamo da mesi agli anagnini. Sin dalla campagna elettorale parlavano, infatti, di una necessaria “operazione verità” sulla sanità cittadina. Alzare il velo , riconsiderare quegli stessi filmati ormai in replica da dieci anni, sono il presupposto per avviare una nuova “via maestra” realmente tesa a riconquistare un accettabile livello di tutela della salute per i cittadini di Anagni e dei comuni limitrofi. Importanti Organi di Stampa e commentatori politici locali hanno nel tempo raccolto e condiviso la nostra impostazione ma, purtroppo, la politica sembra esserne ancora terribilmente sorda. Sembra ancor preferire esentarsi dalle proprie responsabilità affidandosi a vecchi e nuovi comitati o a petizioni di scarsa incisività nel trattare un tema maturo ormai da tempo.

4. Per ritornare, invece, alla sua interrogazione al sindaco Natalia, inerente agli imminenti aumenti della TASI, ci può riassumere sia il motivo del suo gesto che i punti salienti della sua interrogazione?

R) Sono partito dall’inefficienza del servizio e dalla sua onerosità per i cittadini. Mi sono imbattuto in un rapporto contrattuale tra l’Ente ed il gestore mai ottemperato fino in fondo, salvo il costo pieno a carico dei cittadini. La storia dell’Isola Ecologica sembrerebbe quasi kafkiana se non fosse per i danni reali subiti dai cittadini per via di amministrazioni che da anni rinunciano ad un servizio essenziale per la tutela della dell’ambiente, ancorché regolarmente pagato dagli anagnini sin dal primo giorno della valenza contrattuale. Inammissibile! Ora aspetto con ansia di ascoltare in Aula le risposte e gli impegni del Sindaco Natalia, visto che l’importante tema non ha ricevuto alcuna attenzione nelle dichiarazioni programmatiche di inizio consiliatura.

5. Come giudica questa sua iniziale esperienza in qualità di consigliere di minoranza? Ci avrebbe mai sperato quando lei stesso si pose” al servizio della città “?

R) Se dare qualcosa agli altri ti rende più felice, poter “servire” la propria Città, seppur in un ruolo di minoranza, assume un valore quasi incommensurabile. Purtroppo dall’esperienza del primo Consiglio Comunale ed, a ben leggere tra le deleghe assessorili e le sub deleghe consiliari, mi verrebbe già da dire che Anagni ha ancora tanta strada da fare per tornare ad essere amministrativamente una “città normale”. Non starò di certo con le mani in mano. Con convinzione cercherò di portare una nuova visione di sviluppo della Città in ogni possibile occasione offertami dal ruolo di Consigliere. La mia lista, l’Associazione “Anagni CAMBIA Anagni”, è noto, non è proprio nata per stare guardare!

6. Prima di concludere, le vorrei rivolgere un’ultima domanda che riguarda i suoi rapporti con il resto dei membri della minoranza consiliare. Il suo attivismo le fa onore e le continue interrogazioni al sindaco le faranno presto guadagnare il ruolo, scomodo, di “ burocrate rompiscatole”. Non pensa che le sue azioni avrebbero un valore più incisivo se, insieme a lei, anche gli altri membri dell’opposizione avessero i medesimi interessi e riuscissero a superare le proprie meschinità?

R) Confesso che “burocrate rompiscatole” non mi entusiasmerebbe molto, dopo aver vissuto decenni di responsabilità aziendali complesse. Ma non me ne farei alcun problema se l’epiteto portasse a stroncare una politica fatta di autoreferenzialità e pressappochismo che tanto danno ha arrecato alla nostra città. Tra colleghi di opposizione cercheremo di trovarci su temi comuni ma, è chiaro, il “senso di un impegno politico diverso” non è nel fare il “guardiano” all’occasione ma nel lavorare ogni giorno per ascoltare, studiare e proporre azioni e progetti che possano riportare Anagni ad essere città accogliente ed attrattiva per bellezza, benessere e qualità della vita.
“Anagni CAMBIA Anagni” non è uno slogan ma un impegno concreto: una missione forte e chiara, attenta e ben disposta ad accogliere idee e contributi sul campo per stroncare il perdurante decadimento del nostro centro urbano e del nostro territorio. Sentiamo doveroso poter consegnare un giorno ai nostri figli una città tornata ad essere protagonista di sviluppo e di futuro e non solo città ricca di un glorioso passato.
Alzare l’orizzonte politico è anche questo!

Ringraziamo il dott. Di Giulio e implicitamente ringraziamo anche la sua lista che, a quanto pare, cerca di operare nella città dei Papi facendo leva sul senso civico e sulle corresponsabilità dei cittadini. Ricordiamo che il giorno 26 luglio, alle 18.30 si terrà il consiglio comunale ad Anagni, nella sala della Ragione e il sindaco Natalia intenderà esporre gli eventuali processi da attuare perché non si ripetano più casi come quello della signora Annamaria, la quale ha assurto il ruolo di simbolo di quanto potrebbe accadere ad ognuno di noi in circostanze simili.

Senza dover per forza far capo a gruppi presenzialisti, i singoli cittadini possono, con la loro voce, rivoltare la burocratica decisione di chiusura di un ospedale che, lo ripeto, è tutt’altro che fatiscente, possiede una perimetrazione superiore a quello di Colleferro, riveste un ruolo strategico per i paesi limitrofi e si trova collocato a soli 6 km dal casello autostradale Anagni- Fiuggi.

La Sanità pubblica è un bene di tutti, quella privata è un bene per pochi. Bisogna ritornare a porre l’essere umano al centro di qualsiasi ragionamento politico.

Antonella Necci

24/07/2018

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