Inquinamento atmosferico. Ciacciarelli propone l’architettura contemporanea, la bioedilizia come strumento di lotta all’ inquinamento cittadino.

I dati forniti dal rapporto di Legambiente circa il tasso di inquinamento di città italiane che vede Frosinone all’interno della cosiddetta black list delle 25 più inquinate, evidenzia ancora una volta il problema della concentrazione di polveri sottili pm10 nell’ aria, un problema in realtà esteso all’ intera provincia.  Ritengo che uno spiraglio  giunga dall’architettura, o meglio dalla bioedilizia, in quanto può essere uno strumento incisivo e soprattutto perdurante nel tempo, nella lotta all’ inquinamento atmosferico cittadino. Mi riferisco a quanto progettato e realizzato da un celebre architetto italiano, Stefano Boeri, la costruzione di torri ricoperte di alberi e cespugli, esempi di architettura contemporanea, che favoriscono l’assorbimento di co2. Il bosco verticale di Milano, il complesso di due Palazzi foresta, al di là del fascino intrinseco, possiede un forte impatto ecologico. Gli alberi, oltre ad immettere ossigeno nell’ atmosfera, filtrano anidride carbonica e polveri sottili, i principali inquinanti cittadini. Aumentano, nel contempo, l’umidità, e regolano il microclima, riducono l’irraggiamento solare e l’inquinamento. Un progetto, questo, che sta per essere esportato in Cina. Dimostrazione che l’architettura contemporanea, accanto all’indiscusso valore artistico ed economico, può costituire una misura efficace di lotta all’ inquinamento cittadino da poter replicare anche nel nostro territorio. L’amministrazione Ottaviani, da sempre attenta alle tematiche ambientali, ha operato un costante  lavoro di monitoraggio, adottando misure atte ad attenuare il problema e sono sicuro che prenderà in considerazione la proposta.

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