INCENDI. AUSTRALIA, WWF: 8MILA KOALA DISPERSI, PERSO 30% POPOLAZIONE.

SI TEME CHE INTERE SPECIE ANIMALI E VEGETALI POSSANO ANDARE PERDUTE (DIRE) Roma, 7 gen. – “È sempre piu’ grave l’allarme incendi in Australia. Nel Nuovo Galles del Sud e nel Victoria e’ stato dichiarato lo stato di emergenza: siamo davanti ad alcuni dei piu’ pericolosi e catastrofici incendi che l’Australia abbia mai visto. Solo nel Nuovo Galles del Sud sono stati bruciati piu’ di 4 milioni di ettari, pari al doppio della Lombardia, e il numero aumenta. Secondo le ultime stime dell’Universita’ di Sydney, circa 480 milioni di mammiferi, uccelli, rettili e altri animali sono morti a causa dei devastanti incendi boschivi del 2019, mentre nelle Blue Mountains solo a novembre e dicembre e’ andato bruciato il 50% delle riserve naturali”. Cosi’ il Wwf fa il punto sul disastro in corso in Australia. “Si stima che siano circa 8.000 i koala dispersi nelle fiamme, che nella costa nord del New South Wales hanno gia’ ucciso circa il 30% dell’intera popolazione di questa specie. Una notizia gravissima, dato che in tutta la regione, prima che iniziassero gli incendi, i koala erano solo circa 28.000- prosegue il wwf- La maggior parte dei koala della costa orientale australiana, infatti, vive all’interno del ‘Triangolo dei Koala’, regione in cui la specie potrebbe estinguersi in soli 30 anni”. In tutto cio’. “a causa del cambiamento climatico, gli incedi diventeranno ancora piu’ frequenti e si teme che intere specie animali e vegetali endemiche dell’Australia, possano andare perdute per sempre. Anche Kangaroo Island, l’isola dei canguri nonche’ meta molto ambita dai turisti, e’ stata evacuata per l’emergenza incendi: un altro scrigno di natura divorato dalle fiamme che nessuno potra’ piu’ vedere come prima”.

Chi sono i colpevoli degli incendi? “Primi tra tutti la siccita’ e le temperature bollenti, causate dal riscaldamento globale, che hanno trasformato le foreste in prede facilmente divorabili dalle fiamme”. A spiegarlo e’ Isabella Pratesi, direttore del programma di Conservazione del WWF Italia, che in questi giorni si trova in Tasmania. Proprio li’, a piu’ di 400 chilometri dalle coste australiane, nei giorni scorsi il cielo e’ coperto di fumo. “Gran parte della Tasmania e’ stata avvolta dal fumo degli incendi della costa orientale dell’Australia. La portata della devastazione e’ enorme e il vento ne porta la testimonianza fino in Nuova Zelanda- spiega Isabella Pratesi- In Australia stanno bruciando le ultime foreste naturali di eucalipti e ad andare in fiamme non sono solo questi straordinari alberi con i koala, ma anche opossum, canguri grandi e piccoli, wallaby, wombat, ornitorinchi ed echidna”. È vero che gli incendi in Australia fanno parte dei processi ecologici, aggiunge Isabella Pratesi, “ma quello che sta succedendo oggi e’ di una portata completamente diversa e in un contesto del tutto trasformato. A bruciare sono gli ultimi tasselli di ecosistemi naturali a cui non possiamo assolutamente rinunciare”. Gia’ un rapporto del governo Australiano che risale al 2009 indicava come “le proiezioni climatiche modellizzate mostrano che gran parte dell’Australia meridionale potrebbe diventare piu’ calda e secca. Tale previsione suggerisce che, entro il 2020, i giorni di pericolo di incendio estremo nel sud-est dell’Australia potrebbero verificarsi dal 5 al 65% in piu’ di quanto non avvenga attualmente”. Ora, concljude il Wwf, “e’ necessario un impegno forte e urgente dei governi per contrastare i cambiamenti climatici e, per evitare che gli impatti siano ancora piu’ violenti, dobbiamo limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi e quindi azzerare le emissioni di CO2 ben prima del 2050.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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