Il tour di Mohammad Bakri in Italia prosegue il 21/10 con evento straordinario a Supino.

Dopo gli appuntamenti di Roma e Napoli, il tour italiano di Mohammad Bakri prosegue il 21 ottobre a Supino, località Madonna di Loreto. Ad accompagnare il regista Luisa Morgantini, presidente di Assopace Palestina, già vicepresidente del Parlamento europeo e coordinatrice della campagna.
L’associazione Assopace Palestina, che ha organizzato e promosso un appello rivolto al mondo del cinema in sostegno dl regista Mohammad Bakri, invita a una serata di proiezioni la serata intitolata “Omaggio a Mohammad Bakri” e dedicata all’appello #iostoconbakri. La campagna proseguirà a Bologna il 22 ottobre, Torino (23 ottobre), Venezia (24 ottobre), Milano il 25 ottobre e Brescia (26 ottobre).

Il tour di eventi per Mohammad Bakri è organizzato da Assopace Palestina, in coll con altre associazioni, e si svolgerà in molte città d’Italia in occasione della campagna a sostegno di Bakri #iostoconBakri, lanciata dal mondo del cinema e della cultura in difesa della libertà di espressione e contro la persecuzione giudiziaria che il regista sta subendo da parte dello stato di Israele, a causa del documentario Jenin Jenin (2002), che documenta la distruzione del campo profughi di Jenin da parte dell’esercito israeliano.

Programma dell’evento di Supino, loc. Madonna di Loreto

ore 17.30 proiezione del film Jenin Jenin e incontro con
Mohammad Bakri, attore e regista
Luisa Morgantini, presidente Assopace Palestina, già vicepresidente del Parlamento Europeo
a seguire Aperitivo palestinese, con pane e za’atar

Locandina e appello firmato dai principali nomi del cinema italiano in allegato.
Tra i primi firmatari: Bellocchio, Bertolucci, Giordana, Martone, Rosi, Taviani, Vicari, Virzì…
Mohammad Bakri è disponibile per interviste.

L’appello è accessibile anche su facebook: https://www.facebook.com/notes/assopace-palestina/io-sto-con-mohammad-bakri/2147340745298917/

Un video appello di Mohammad Bakri è disponibile a questo link:

https://youtu.be/3rposPnJjTQ

Riccardo Antoniucci

#IoStoConBakri

Da Taviani a Virzì, la campagna di attori e cineasti italiani per Mohammad Bakri ha raccolto numerosissime adesioni

Il regista di origine palestinese e cittadino israeliano è sotto processo

per un documentario sulla distruzione del campo di Jenin

Nel 2005 si mobilitò Monicelli, anche oggi il mondo del cinema scende in campo in suo favore

Dopo gli appuntamenti di Roma e Napoli il tour italiano di Mohammad Bakri prosegue a Supino il 21 ottobre, Bologna il 22 ottobre, Torino (23 ottobre), Venezia (24 ottobre), Milano il 25 ottobre e Brescia (26 ottobre). Disponibile per interviste

Roma, 19 ottobre 2018 – Non sempre la fama e il riconoscimento internazionale bastano a mettere un artista al riparo dalla censura dei governi. Soprattutto se l’artista in questione è palestinese (cittadino israeliano, però) e se il governo in questione è quello di Israele.

Mohammad Bakri è il nome più in vista del cinema palestinese, il suo nome è noto da molto tempo fuori e dentro la cerchia dei cinefili e degli addetti ai lavori. Non bastassero i riconoscimenti come attore prima di teatro e poi di cinema, o i premi come documentarista (Giornate cinematografiche di Cartagine, “Sole e luna” Doc-film award), a ribadirlo è arrivato proprio quest’anno il premio come miglior attore al Festival Internazionale del Cinema di Dubai e l’Arab Critic Award al Festival di Cannes, per il film Wajib – Invito al matrimonio, diretto da Annemarie Jacir, che lo vede protagonista (34 premi nelle competizioni internazionali, di cui 5 per miglior attore).

Tuttavia, il nome di Mohammad Bakri è noto alla comunità artistica internazionale anche per la persecuzione giudiziaria che il regista si trova a subire dal 2002, ovvero dall’anno di uscita del suo documentario shock sulla distruzione del campo profughi di Jenin, nel nord della Cisgiordania, da parte dell’esercito israeliano, in una delle tante sanguinose operazioni dell’offensiva militare “Scudo difensivo”.

Uscito a giugno del 2002 (solo due mesi dopo dalla fine dell’offensiva), Jenin Jenin documenta il punto di vista palestinese su una delle pagine più tragiche di una campagna militare che, tra marzo e aprile del 2002, ha provocato oltre 500 morti, migliaia di feriti, invasioni nelle diverse città palestinesi, blocchi stradali e coprifuoco. A Jenin vennero uccisi oltre 50 palestinesi e il campo fu raso al suolo. Come disse un soldato israeliano, intervistato dal quotidiano Yediot Ahronot il 31 maggio “Gli abbiamo lasciato un enorme campo da calcio”.

La reazione non si è fatta attendere. La proiezione del film è stata vietata in Israele per due anni, Bakri ha subito campagne diffamatorie e un processo per vilipendio e diffamazione, istruito sulla base delle denunce di alcuni militari israeliani che chiedevano centinaia di migliaia di euro di risarcimento. Molti cineasti italiani (tra cui Mario Monicelli, Mario Martone e Saverio Costanzo) si mobilitarono in difesa del regista e decine di proiezioni di Jenin, Jenin furono organizzate senza autorizzazione. Un anno dopo, nel 2006, Bakri è stato assolto, ma la sua odissea non è finita.

Infatti, nel 2016 è arrivata una nuova denuncia (sempre da parte di un militare israeliano), che lo porterà a processo il 3 gennaio 2019. Bakri dovrà affrontare la richiesta di un risarcimento di 2 milioni e 600mila shekel (circa 627mila euro).

Come già dieci anni fa, anche oggi il mondo del cinema e dello spettacolo italiano sono scesi in campo in solidarietà con il regista e in difesa della libertà di espressione artistica, lanciando la campagna #iostoconBakri. Tra le tante firme che si possono leggere in calce all’appello, anche quelle di Bertolucci, Martone, Maselli, Montaldo Taviani, Giordana, di Elio Germano, Isabella Ragonese, Daniele Vicari e Valerio Mastandrea, dei direttori dei festival di Venezia e Berlino.

La campagna è coordinata da Luisa Morgantini già vicepresidente del Parlamento europeo, presidente di Assopace Palestina. Ma la solidarietà con Bakri è anche concreta: Assopace Palestina, associazione da sempre impegnata a far conoscere la cultura e il cinema palestinese in Italia ha organizzato, in collaborazione con altre associazioni, un tour di presentazioni, proiezioni e dibattiti con Mohammad Bakri. Prima tappa a Roma, al Nuovo Cinema Aquila, il 16 ottobre.

La lista dei prossimi appuntamenti

Supino 21 ottobre, Bologna 22 ottobre, Torino 23 ottobre, Venezia 24 ottobre, Milano 25 ottobre, Brescia 26 ottobre. Per ogni tappa il regista Mohammad Bakri sarà disponibile per interviste.

L’appello per Bakri, in continuo aggiornamento: https://bit.ly/2PsXXmQ

Una dichiarazione di Mohammad Bakri è disponibile in video: https://youtu.be/3rposPnJjTQ

Per sottoscrivere l’appello inviare una mail all’indirizzo: conbakri@gmail.com

Sui social network la campagna è raggiungibile con l’hashtag #iostoconbakri

Per informazioni: Riccardo Antoniucci  antricca@gmail.com

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