Il nuovo tecnico della Sep? Arrestato per traffico illecito di rifiuti.

La nuova responsabile tecnica arrestata nel 2009 per traffico illecito
Brida alla Sep, la denuncia dei comitati: “è stata coinvolta in inchieste sui rifiuti”
A volerla a Mazzocchio l’attuale amministratrice giudiziaria, Carmen Regina Silvestri

Siamo consci di essere in uno Stato di diritto, dove contano le condanne e non le inchieste. Siamo altrettanto consci che chi paga per i propri errori debba poter poi essere messo in condizioni di tornare al proprio lavoro. Ma accanto alle ragioni della legge esistono anche delle ragioni di opportunità e crediamo fortemente che quanto sta accadendo alla Sep di Mazzocchio sia tutt’altro che opportuno, soprattutto perché lo stabilimento è ad oggi sotto sequestro”

Si dicono preoccupati i cittadini dei comitati di Mazzocchio, Boschetto Gricilli Macallè, il Fontanile e Pontinia salute ed ambiente che denunciano come la nuova responsabile tecnica della Sep, Stefania Brida, sia stata in passato coinvolta in più inchieste relative al traffico illecito di rifiuti.
Il ruolo di responsabile, alla Sep di Pontinia è oggi ricoperto da Stefania Brida, che nel 2009 ricopriva il ruolo di responsabile dello stabilimento di Colleferro. All’epoca la stessa venne arrestata nell’ambito di un’inchiesta che ha coinvolto più persone con le accuse di associazione per delinquere volta al traffico illecito dei rifiuti, truffa aggravata allo Stato, accesso abusivo nei sistemi informatici e violazione dei valori delle emissioni nell’atmosfera. Secondo gli inquirenti nell’impianto ciociaro veniva bruciato di tutto, anche rifiuti non trattati, con la complicità degli organi dirigenti.

Il ruolo alla Brida– continuano i cittadini – è stato assegnato dall’amministratrice giudiziaria Carmen Regina Silvestri, che pare abbia scelto personalmente il nuovo tecnico. Seppur si valutasse la liceità della nomina, siamo preoccupati e ci domandiamo perché un’azienda chiusa e dedita solo all’ordinaria amministrazione e allo smaltimento del residuo debba essere messa in mano a un tecnico in passato coinvolto in inchieste giudiziarie proprio nel campo dei rifiuti”.

“Ancora una volta peraltro – concludono i comitati – le inchieste giudiziarie gettano ombre sulla dismessa Lazio Ambiente Spa, società partecipata dalla Regione Lazio. Troppo spesso dirigenti e tecnici impiegati nel settore rifiuti e pagati con le tasse dei cittadini risultano coinvolti in beghe giudiziarie e nonostante questo vengono reimpiegati nello stesso settore. Siamo ben lontani dagli standard di trasparenza e garanzia che i cittadini si aspetterebbero”

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