Il mistero del mar Morto di Michael Baigent e Richard Leigh.

Era il 1947 quando in circostanze fortunose, a trenta chilometri a est di Gerusalemme, furono rinvenuti in una grotta allora conosciuta solo dai beduini insediati nell’area, i primi frammenti di quelli che presto sarebbero divenuti noti al mondo come i rotoli di Qumran. La notizia allertò decine di studiosi, università e istituti di ricerca privati e religiosi, oltre che le autorità del nascente stato di Israele.

 

La guerra arabo-israeliana del 1948 bloccò le ricerche, che ripresero in modo febbrile negli anni seguenti e fino al 1956, mentre il governo israeliano annunciava di aver recuperato tutti i primi ritrovamenti. Erano centinaia i manoscritti dissotterrati fino a quel momento. Alcuni di questi furono riprodotti e dati alle stampe, per gli altri ci vollero anni, se non decenni. Ma il ritardo con cui venivano resi pubblici alimentarono sempre più i sospetti. La vicenda assunse i contorni di un caso internazionale e solo negli ultimi tempi gli esperti di esoterismo e storia delle religioni, Michael Baigent e Richard Leigh, sono riusciti a ricostruire quello che è stato definito.

Michael Baigent, è nato in Nuova Zelanda nel 1948 e dal 1976 vive in Gran Bretagna, dove si è laureato in psicologia presso l’università di Canterbury e ha fatto un master in misticismo ed esperienza religiosa presso l’università del Kent. Fra i suoi libri ricordiamo Il Santo Graal (Mondadori), Il cielo di Babilonia, Il mistero del Mar Morto, L’elisir e la pietra, L’eredità messianica, L’inquisizione (Marco Tropea Editore).

pagine: 320, € 16,50.

da www.marcotropeaeditore.it

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