Il diritto di non soffrire di Umberto Veronesi.

C’è differenza tra lasciar morire, aiutare a morire e provocare la morte? I confini tra queste definizioni non sono sempre chiari e non aiutano ad affrontare in modo efficace il problema enorme del dolore dei malati irreversibili. Umberto Veronesi fa un po’ di chiarezza su un tema particolarmente delicato, tracciando i confini giuridici ed etici delle diverse forme di eutanasia, spiegandoci le differenze attraverso le esperienze di malati terminali e delineando la posizione dei vari Stati europei dove l’eutanasia non è permessa, ad eccezione di Olanda, Belgio, Lussemburgo e Svizzera, mete del cosiddetto “turismo della morte”.

Il punto di vista di Veronesi è che “l’eutanasia non è la somministrazione della morte, ma una delle cure di fine vita” e il testamento biologico, sul quale in Italia non esiste ancora una legge chiara, è uno strumento fondamentale che certifica la volontà dell’interessato; per questo all’interno del libro offre ai lettori il suo personale testamento biologico, redatto nel 2009, nel quale dispone, in caso di malattia irreversibile, di non essere sottoposto a trattamento terapeutico o di sostegno. Un esempio e un invito alla libertà di disporre della propria vita.

pagine: 120, €  17,50.

da www.lafeltrinelli.it

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