I SATURNALI DI ERNESTO BIONDI.

Abbiamo già, grazie alla sensibilità dei media che hanno ospitato le nostre note sull’argomento,  illustrato la condizione  imperdonabile perfino oltraggiosa nella quale si trova questa scultura di Ernesto Biondi presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, non so da quanti anni: quaranta, settanta, cinquanta?

Collocata in un chiostro con una parete chiusa da pesanti tendaggi e con l’altra quasi sistematicamente anche neutralizzata  a seguito delle pannellature ivi sistemate in occasione delle mostre temporanee. Ma non solo questo accecamento volontario e endemico. Quanto, ve ne è anche, in aggiunta, uno naturale: e cioè nel chiostro sono presenti anche rigogliose piante di banano che con le loro immense  foglie letteralmente avviluppano la scultura fino a farla completamente scomparire! Mi rendo conto che la cosa è incredibile ma è così.  Stiamo parlando di un’opera d’arte della più grande importanza alla quale nel 1900 in occasione della Esposizione Internazionale di Parigi dove fu presentata dallo Stato italiano che l’aveva nel frattempo acquistata, una giuria di esperti internazionali conferì il primo premio assoluto e il Presidente della Francia riconobbe all’artista l’alta onorificenza della Legion d’Onore!  Quindi riconoscimenti ufficiali e pubblici del massimo livello che, tra l’altro, garantiscono l’alta qualità e il messaggio di quest’opera d’arte. Ma alla Galleria Naz. di arte moderna di Roma quest’opera   non è degna di riguardi.

Inutile far presente che le autorità competenti della nostra provincia come pure il Comune di Morolo, città di nascita dell’artista,  sono stati da anni resi edotti della a dir poco biasimevole  situazione in cui versano i Saturnali e i risultati dei loro interventi, se ci sono stati, sono equivalsi a zero. Era stato loro perfino suggerito di  intraprendere con decisione e fermezza di intenti il necessario per riprenderci la scultura  e portarla qui in provincia anziché saperla chiusa e preclusa e negletta in un Museo di Roma indegno di ospitarla. Nemmeno questo. E il peggio è che anche le libere associazioni di cittadini della provincia che sono state invitate a sentirsi coinvolte non hanno dato segni di reattività. E questa è la nota più triste e, soprattutto, più disperante.

Di questa scultura che è lunga sei metri e che evidenzia dieci personaggi in grandezza naturale, Ernesto Biondi realizzò una replica, anche in bronzo, che fu acquistata dal governo argentino agli inizi del 1900 e fu esposta solennemente al pubblico. Le dittature clerico-fasciste che negli anni successivi  si sono avvicendate nel governo della nazione argentina vedevano di mal occhio quella scultura che veniva, da loro, considerata oscena e riprovevole nei costumi per cui la rimossero e la tennero rinchiusa in un deposito. Una volta liberatisi di questi governanti, gli argentini hanno tra l’altro liberato anche la scultura,  collocandola nel luogo forse più prestigioso della città e cioè nel verde del Giardino Botanico di Buenos Aires, all’ammirazione e alla gratificazione di tutti, come mostra la foto qui pubblicata. Si direbbe dunque che alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma questo capolavoro d’arte viene considerata, oggi ancora, come lo giudicavano i governanti clerico-fascisti argentini di fausta memoria parecchi anni fa!

Illustriamo come si presentano i Saturnali argentini e come quelli italiani, oggi, ad ammaestramento.

                                                                    Michele Santulli

 

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