GIUSTIZIA: E I CITTADINI, CHI LI PROTEGGE?

Dove si vede mai che le sentenze dei giudici valgono per tutti, perfino per il Presidente della Repubblica, ma non per un avvocato? Nei fatti è così, nel paese dei pazzi. Tutto quanto dispone un giudice nella sua sentenza è legge per tutti, indistintamente ma non per l’avvocato; infatti se nella sentenza il giudice stabilisce, tra i provvedimenti emessi, che la parcella del professionista per quel procedimento debba essere di 5000,00 Euro avviene che se l’avvocato non è d’accordo, sottopone la cifra che in realtà pretende all’ordine degli avvocati cioè al suo sindacato e quei 5000,00 Euro sentenziati dal giudice, miracolosamente possono diventare letteralmente 30.000,00 Euro: incredibile, i soldi si moltiplicano come i peperoni, e nessuno vede e dice nulla a riguardo di tale abominio discriminatorio!! E la cifra che decide l’Ordine degli avvocati…è legge: se non paghi, allora un’altra causa aspetta per, possibilmente, difendersi: altri soldi, altro tempo, altre angustie, altro ingolfamento dell’apparato giudiziario con ulteriori enormi spese per la comunità, solo per favorire il professionista che vuole più soldi di quelli stabiliti dal giudice. Eppure, a lettere cubitali, è scritto: La legge è uguale per tutti, dobbiamo aggiungere: eccetto per gli avvocati! Chissà perchè avvocati e laureati in legge debbano godere di così tante attenzioni e privilegi in Italia: basti ricordare, per esempio, che anni addietro migliaia di essi divennero di punto in bianco professori di ruolo di francese nelle scuole italiane! Lo stesso si sta profilando per il gigantesco concorso che si sta preparando per l’assunzione di docenti in questi giorni. Ma l’aspetto straordinario a loro vantaggio, pari a un vero e proprio giacimento di soldi, è un altro, oggi: infatti il losco sistema giudiziario italiano, non essendo in grado di programmare la educazione e preparazione di nuovi giudici necessari al funzionamento della Giustizia perché ha altro di cui preoccuparsi, come le cronache registrano -ecco perché: losco- ha nominato quantità enormi… di avvocati…a diventare giudici!! Tutto in famiglia dunque! Non solo uno sfogo e alleggerimento alla enorme quantità di avvocati quanto una vera manna e cuccagna: infatti tali novelli magistrati, essendo sia impreparati sia incapaci, salvo le immancabili eccezioni, si sono rivelati una befana: avviene che tutti gli strafalcioni, errori e distorsioni che commettono, senza il controllo di nessuno! si trasformino in una palese miniera di soldi per i fortunati avvocati in quanto si aprono nuove cause e procedure a tutela delle vittime degli errori di questi giudici: altre prebende e parcelle, che si moltiplicano all’infinito, a danno delle vittime e anche di tutti i cittadini italiani che mantengono in piedi il losco sistema. Mai una voce si è levata da parte degli addetti ai lavori avverso i giudici-cuccagna! Il bello è che questi cosiddetti giudici nulla pagano per i propri errori, perfino se scrivono, come è avvenuto, che 2+2=3: è la vittima che deve pagare un altro avvocato per far correggere l’errore!!! L’Italia per loro è divenuta il paese di bengodi: solo così si spiega, ripetendo quanto nel famoso libro ‘TOGHE ROTTE’ di B. Tinti, che caldamente si raccomanda, solo a Roma vi sono tanti avvocati quanti in tutta la Francia!! Per tornare alla sentenza: perché all’avvocato, invece, è riconosciuto il privilegio medievale di ignorare la sentenza e di ricorrere al suo protettore? E a chi si rivolge il cittadino? In effetti tutte le categorie sociali hanno in Italia i loro protettori, si chiamino ordine, o sindacati o patronati ecc. ma chi difende il cittadino? Ecco un inqualificabile e perfino grottesco caso di discriminazione sociale, concepibile e possibile solo in contesti autoritari e tirannici quali nella Grecia di Creonte.

Il bello è che il giudice alla parcella di 5000,00 Euro ha aggiunto, a parte, anche gli oneri sociali e previdenziali dell’avvocato! e dove si vede mai che tali oneri spettino, a parte, al cliente-compratore? Bello sarebbe, comprando la pizza o le mutande o la macchina, che il venditore aggiungesse l’Inail, INPS, la pensione, i contributi sociali, ecc.ecc.!

Che giustizia è questa? Ti rivolgi agli uffici superiori per far conoscere e dolerti di tali abusi e storture? Nemmeno rispondono, a partire dal Presidente della Repubblica, il capo del sistema. Ti rivolgi ai carabinieri per obbligare questi signori a rispondere? Loro non agiscono verso i colletti bianchi, rispondono! E allora che rimane? E quindi si torna alle origini: ci si chiede come mai tanti giovani intellettuali, a una certa epoca passata, ricorsero a certi sistemi e mezzi, certamente non articoli e commi o cavilli, per ottenere giustizia o protestare o denunciare.

Siamo allo stesso punto!

Michele Santulli

 

Visite: 283