Gerusalemme capitale di Israele e annessione dei territori occupati: il piano di Trump scatena la rabbia dei palestinesi.

di Alessandra Fabbretti

L’annuncio di Trump scatena la rabbia dei palestinesi: in un comunicato congiuto, Fatah e Hamas chiariscono che “la Palestina non è in vendita”.

Gerusalemme capitale “unita” dello Stato di Israele, l’annessione di numerosi territori occupati e un “generoso” fondo di compensazione per i palestinesi: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato il piano di pace per il medio oriente, da lui definito come “l’accordo del secolo”. Un annuncio che ha spinto centinaia di palestinesi a protestare già nella giornata di ieri. Anche oggi, bandiere di Israele e degli Stati Uniti sono state bruciate per le strade, in particolare a Gaza City, dove la gente mostra cartelli con su scritto “La Palestina non è in vendita”.

Le persone sono contrarie al progetto con cui Trump promette di mettere fine all’annoso conflitto israelo-palestinese, e che consiste nel sostenere l’annessione unilaterale da parte di Israele della Valle del Giordano e di ampie porzioni della Cisgiordania, dove hanno sede oltre 150 colonie israeliane. Gli Stati Uniti potrebbero appoggiare anche la piena annessione dell’insediamento di Maale Adumin, a est di Betlemme, che ospita quasi 40mila coloni israeliani.

Ieri, incontrando separatamente nello studio ovale il primo ministro Benjamin Netanyahu e il suo principale avversario, il leader del partito Blu e bianco, Benny Gantz, Trump ha assicurato che i palestinesi “accetteranno l’accordo”. Come evidenzia il quotidiano israeliano ‘Haaretz’, l’accordo non è frutto di negoziati tra Israele e i palestinesi, che non sono stati coinvolti da Trump, come lui stesso ha confermato ieri rispondendo alle domande dei giornalisti: “E’ probabile che in un primo momento i palestinesi non accetteranno- ha detto- ma alla fine cambieranno idea”.

Il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, in settimana ha espresso la propria contrarietà al progetto e ribadito che tale posizione “è chiara e non cambierà”. Decisi a respingere l’intesa sono anche Hamas e Fatah, che ieri in un comunicato congiunto, hanno condannato il carattere unilaterale del piano dichiarando: “La Palestina è la nostra terra e il nostro Paese, e non può essere oggetto di contrattazione o vendita“. Entrambi i movimenti palestinesi considerano la mossa di Trump “una cospirazione” e “una battaglia in cui non saremo sconfitti”.

L’annessione unilaterale dei territori è da tempo contestata da varie parti, che condannano la violazione di diverse risoluzioni delle Nazioni Unite. Israele si è detto comunque pronto a implementare il piano dopo le elezioni politiche del 2 marzo.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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