Gentiloni: “Recessione più grave nella storia dell’Ue, il Mes è un’opportunità”.

Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia, prevede un calo del pil del 7,7% per l’Ue e del 9,5% per l’Italia.

“Il Mes e’ un’opportunita’ per gli Stati membri. Ne abbiamo parlato 16 ore all’Eurogruppo perche’ siamo convinti della validita’ di questo strumento. È chiaro, pero’, che i Paesi con tassi di interesse piu’ elevati possano essere maggiormente interessati”: lo ha detto oggi Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia, nel corso della presentazione delle previsioni economiche di primavera della Commissione europea.

Tutti gli Stati vivranno una grave recessione. L’Italia- aggiunge Gentiloni- e’ stata colpita per prima e in maniera molto forte e si prevede una riduzione dell’economia del 9,5%, con un recupero che potrebbe ripartire nella seconda meta’ del 2020, ma piu’ lentamente rispetto agli altri Stati”.

“Il coronavirus- prosegue- ha notevolmente modificato le previsioni economiche del mondo e dell’Unione Europa ed e’ chiaro che l’Ue sia entrata nella piu’ profonda recessione della sua storia“.

“Si prevede innanzitutto – spiega Gentiloni – un calo dell’economia Ue del 7,4% e del 7,7% invece nell’Eurozona, con un rimbalzo del 6,1% nell’Unione e 6,3 nell’eurozona nel 2021 che pero’ non compensera’ le perdite di quest’anno”.

I dati sono molto diversi da Stato a Stato, continua Gentiloni, ma “si registra comunque un’inflazione notevolmente piu’ debole a livello generale. Ci sara’ inoltre un’inevitabile crescita del tasso di disoccupazione, anche se le misure politiche degli Stati dovrebbero contenerla, con pero’ il conseguente aumento di disavanzo e debito pubblico. I rischi di queste prospettive rimangono comunque gravi e al ribasso”.

“La Commissione- conclude Gentiloni- continua a lavorare a nuove fasi di risposta comune per garantire una forte ripresa generale. Grazie a tutti gli sforzi mondiali per sviluppare il vaccino, se ci fosse un ritorno alla normalita’ in anticipo, i risultati potrebbero essere migliori rispetto a quanto previsto”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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