Genova-12 ottobre h 10 Libreria San Paolo:Le profezie del Titanic, Erga. Entropia letteraria: il Titanic aveva profetizzato la fine del capitalismo.

 ERGA EDIZIONI

“Il ventesimo secolo è un naufragio che non ha fine”*
(*N. G. Dàvila – In margine a un testo implicito)

Sabato 12 ottobre alle 10 alla Libreria San Paolo di Genova 
lo scrittore Massimo Villa introduce

Le profezie del Titanic
Manoscritto trovato in una bottiglia dispersa nel Mare Oceano
ed evacuata forse dalle viscere del Leviathano

di Pasquale Mottolese

 

 

Un caso di entropia letteraria ci spiega che il Titanic aveva già profetizzato la fine del capitalismo. Entropia, la meravigliosa estensione del concetto della termodinamica per cui 37.200 miliardi (circa) di cellule, visti da lontano diventano un essere umano completo, oppure che alcuni miliardi di atomi diventano un cannocchiale col quale guardare l’universo.

Ecco che l’analisi di un’apparente massa informe di vicende, di dati e di notizie raccolti dall’autore, un operatore della formazione, diventa a distanza di poco più di cent’anni un’interpretazione del naufragio del più noto transatlantico del mondo, il Titanic. Le cui profezie vengono ricostruite partendo dall’oggi, dall’assurdo gesto (vero) del miliardario che sta facendo costruire una copia della nave per riproporre crociere da brivido… Inseguendo il progresso a partire del Titanic…

A oltre un secolo dal celebre naufragio, se volessimo raccogliere e catalogare quanto è stato scritto e continua a scriversi sul Titanic, dovremmo poter disporre di una vera e propria biblioteca. Eppure, forse nessun autore si è ancora avventurato nel territorio arduo, rischioso e acciden­ta­to di un approccio di tipo storico-poematico alla sventura dell’inaffondabile nave dei sogni. Lo ha tentato il cinema con cortometraggi, film e documentari succedutisi lungo il secolo scorso, fino a giungere al capolavoro di James Cameron, ma l’Arca di Noè della letteratura ancora non ha tratto in salvo il poema del gigante dei mari dall’abisso in cui giace.

È appunto ciò che si propone questo scritto (o manoscritto) ritrovato in una bottiglia da più di un secolo vagante nell’Atlantico e giunta fino a noi come testimonianza di un mito che non muore perché (ed è la tesi dell’autore), l’anima mundi, la coscienza collettiva continua a percepire nella tragica vicenda del Titanic, un messaggio che è ben lungi dall’essere decifrato, un enigma che ancora non ha esaurito la sua sfida interpretativa.

L’autore propone una delle possibili chiavi di lettura, che vede in quel naufragio la fine dell’idea stessa di progresso senza limiti nata con la scoperta dell’America, quindi la fine dell’età moderna che, dopo aver attraversato le tempeste del XX seco­lo ed essere approdati alla postmodernità, recuperati in parte i corpi delle vittime e raccolti i relitti, fa sì che la civiltà occi­dentale tenti di farsi ancora una ragione e, malgrado tutto, di offrire una ratio storica a quella “follia dell’Occi­dente” che ci illude ancora di poter danzare ai ritmi di un orchestra consu­mistica e spensierata, mentre la bella nave del progresso, lenta ma inesorabile, affonda in una glaciale fine della Storia.

 

Genova 12 ottobre Titanic
Pasquale Mottolese, Le profezie del Titanic, 80 pagine, 8 euro, Erga edizioni
(*N. G. Dàvila – In margine a un testo implicito)

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