FROSINONE. COORDINAMENTO VALLE SACCO: URGE PIANO SU RISCHIO CHIMICO-INDUSTRIALE.

(DIRE) Roma, 2 ago. – Il Coordinamento interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri “invita il Comune di Frosinone ad adeguarsi al piu’ presto di un piano di emergenza comunale per il rischio chimico e industriale, anche alla luce di quanto accaduto con l‘incendio Mecoris”. Cosi’ in una nota stampa le associazioni del Coordinamento. “Il Coordinamento interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e bassa Valle del Liri, per ben due volte, aveva inviato al sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani, documenti con i quali aveva chiesto un Consiglio comunale aperto congiunto con quello della Provincia- si legge nel comunicato- Ci si e’ dovuti invece accontentare e comunque, per dovere morale, non ci si e’ sottratti dal partecipare ad un incontro voluto dallo stesso sindaco, al quale ha invitato a partecipare, sia il Coordinamento che le associazioni ambientaliste di Frosinone. Infatti, oltre ad alcuni rappresentanti di associazioni aderenti al Coordinamento era presente Stefano Ceccarelli di Legambiente-Il Cigno di Frosinone. A dare assistenza al sindaco, oltre alle dottoresse Petricca ed Armida, dell’Associazione dei Medici di famiglia, c’erano anche quattro membri della commissione Ambiente (assente il consigliere Campioni)”. “Il Sindaco ha ribadito che i dati post incendio Mecoris rilevati da Arpa Lazio e universita’ Tor Vergata sono rassicuranti sia per l’aria che per i terreni- continua il Coordinamento- Abbiamo sottolineato che nei tavoli fatti in Provincia dal delegato all’ambiente, Vincenzo Savo, ed ai quali e’ stato invitato il sindaco di Frosinone, era assente e neanche si e’ premunito di inviare un suo delegato. Dopo alcuni interventi puntuali dei presenti ci si e’ concentrati sulla necessita’ di fare il punto della situazione sullo stato dell’arte delle misure per i Rischi da Incidente Rilevante (Dlgs 105/15 o meglio Legge Seveso III). Da qui, la richiesta di Nicola Ottaviani, avanzata al Coordinamento, di chiedere alla Provincia che a suo dire avrebbe la responsabilita’ e competenza in materia di organizzare un consiglio aperto al quale invitare tutti i Comuni della Provincia con un unico punto all’ordine del giorno che sia la redazione del piano di Rischio Incidente Rilevante”.

“Si evidenzia, tuttavia, dopo una attenta rilettura della normativa, che i gestori degli impianti devono redigere il Piano di Emergenza Interno (Pei)- sottolineano le associazioni- da trasmettere al prefetto che d’intesa con la Regione e con gli enti locali interessati, sentito il Ctr e previa consultazione della popolazione, in base alle linee guida previste dal comma 7, predispone il Piano di Emergenza Esterna allo stabilimento e ne coordina l’attuazione. Il piano e’ comunicato al ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, all’Ispra, al ministero dell’Interno, al Dipartimento della Protezione Civile, nonche’ al Ctr e alla Regione o al soggetto da essa designato ed ai sindaci, alla regione e all’ente territoriale di area vasta. Crt sta per Comitato Tecnico Regionale che deve essere istituito dal ministero dell’Interno. Si tiene presente che a Frosinone insistono tre stabilimenti che devono rispondere alla Legge Seveso Bis per il Rischio da Incidente Rilevante. Il Comune oltre a partecipare alla redazione del Pee e’ tenuto a redigere un proprio piano di emergenza comunale di Protezione Civile a salvaguardia dal Rischio Chimico ed Industriale”. Rispetto alla necessita’ del capoluogo ciociaro di dotarsi di un piano di emergenza comunale per il rischio chimico e industriale, il Coordinamento aggiunge: “Si pensi, solo a titolo di esempio, un eventuale incidente all’azienda Itelyum (ex Viscolube) che si trova nel comune di Ceccano, ma in realta’ e’ molto prossima a Frosinone. In tal senso, il piano di emergenza comunale di Frosinone crediamo debba essere assolutamente redatto con urgenza, anche nell’ottica di un coordinamento provinciale tra i Comuni”. E conclude: “Sulla richiesta del sindaco di Frosinone riteniamo che non debba spettare al Coordinamento interpellare nel caso specifico il prefetto per la verifica sui Pee ma sia piu’ logico, nella prospettiva di Ente interessato che tale operazione venga effettuata dall’amministrazione stessa, in particolare per i ruoli istituzionali che concernono la problematica. Il Coordinamento nella sua funzione di soggetto promotore, per la salvaguardia di Ambiente e Salute ha gia’ fatto richiesta di un tavolo tecnico aperto a tutti i comuni e agli enti preposti, per discutere di tutte le problematiche ambientali della Valle del Sacco, nell’ottica della partecipazione pubblica di cittadini, associati e non ed Enti istituzionali e non. L’incontro si e’ concluso con la consegna di un plico/proposta da parte del Coordinamento, con il quale sono state proposte diverse azioni, per abbattere i valori preoccupanti di benzo(a)pirene, che dovranno essere esaminate in maniera congiunta dal Coordinamento stesso, con i medici di famiglia, in commissione Ambiente del Comune”, conclude la nota.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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