Frosinone, aggiudicato il finanziamento per il teatro in piazza.

Bilancio più che entusiasmante per “Teatro musica e cabaret tra le porte”: la manifestazione, con un calendario composto da 16 spettacoli andati in scena nei mesi di luglio ed agosto a Piazzale Vittorio Veneto,  si è chiusa venerdì scorso con la divertente pièce “La stranissima coppia”, con Patrizia Pellegrino e Manlio Dovì, registrando ancora una volta la calorosa la partecipazione da parte del pubblico frusinate e non solo.

Ideata dall’amministrazione Ottaviani mediante gli assessorati al centro storico e alla cultura, coordinati rispettivamente da Rossella Testa e Valentina Sementilli, con il consigliere delegato ai grandi eventi Gianpiero Fabrizi, “Teatro musica e cabaret tra le porte” è stata realizzata in collaborazione con Atcl e con il prezioso contributo della Banca Popolare dei Frusinate. La rassegna, inoltre, è risultata beneficiaria del contributo a “sostegno di iniziative idonee a valorizzare sul piano culturale, sportivo, sociale ed economico la collettività regionale” pari a 20.000 euro, il massimo previsto dal bando.

La giunta comunale, infatti, aveva inizialmente richiesto il contributo a beneficio della nuova edizione del Teatro tra le porte di piazza Valchera, uno dei pilastri della programmazione culturale estiva dell’amministrazione Ottaviani, dal successo consolidato, dedicata allo spettacolo dal vivo; in considerazione dell’evolversi della situazione epidemiologica, il Comune di Frosinone ha optato per il trasferimento della iniziativa in piazzale Vittorio Veneto. Qui gli spettatori hanno assistito agli show tramite prenotazione telefonica, nel pieno rispetto delle prescrizioni sanitarie tuttora in vigore e dei protocolli previsti, evitando assembramenti, mediante adozione del distanziamento previsto.

“A Frosinone, il tradizionale appuntamento con il teatro, arricchito di performance musicali e momenti di pura comicità, è stato, anche quest’anno, irrinunciabile per tanti frusinati e non – ha dichiarato il sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani – Per tornare alla normalità, pur nello scrupoloso rispetto delle prescrizioni sanitarie vigenti, non aveva senso cancellare completamente la cultura e gli eventi artistici e musicali ormai consolidati, mentre è importante abituarsi a vivere e socializzare in condizioni di sicurezza, che devono mutare le nostre abitudini, senza far arretrare il livello della nostra civiltà. La cultura, del resto, se patrimonio condiviso, rappresenta un elemento di identità e di coesione sociale, che va coltivato e promosso con ogni mezzo, soprattutto tra i giovani e le famiglie”.

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