FESTIVAL DELLE CITTA’ MEDIEVALI.

L’attore Massimo De Santis al festival delle Città Medievali

IL FESTIVAL DI MUSICA CLASSICA TORNA A SORA DOPO UNA STAGIONE RICCA DI APPUNTAMENTI

CITTA’ MEDIEVALI, UNA SERATA DEDICATA ALLA «GRANDE GUERRA»

SABATO (ORE 21) SPETTACOLO AL “CESARE BARONIO”. CI SARA’ ANCHE L’ATTORE MASSIMO DE SANTIS

Il festival delle «Città Medievali» di musica classica e lirica torna di nuovo a Sora con un altro spettacolo da non perdere, al termine di un’edizione che ha visto un’offerta artistica di assoluto rilievo. Domani (sabato 17), alle ore 21, l’auditorium Cesare Baronio ospiterà l’«Ensemble delle Arti» per un appuntamento tra musica e teatro dedicato ai cento anni dalla fine della «Grande Guerra». Si annuncia una serata di intense emozioni, con il ricordo delle lettere inviate dai soldati alle loro famiglie. Verranno lette, ogni due canzoni, dell’attore Massimo De Santis (voce recitante), già protagonista in precedenza al «Città Medievali», conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione alle serie tv «Distretto di polizia», «Squadra antimafia» e «Scomparsa» Con lui sul palco saliranno i musicisti Francesco Mariozzi (violoncello), Sandro Gemmiti (pianoforte) e Fabio Gemmiti (fisarmonica). E ci sarà pure la voce di Valentina D’Agostino. Gli spettatori potranno assistere a un programma che prevede, tra l’altro, brani come Quel mazzolin di fiori, Monte Nero, la canzone del Piave e ‘O surdato ‘nnammurato. La storica kermesse itinerante (promossa dall’associazione «Ernico-Simbruina» e giunta alla trentottesima edizione) si è aperta al castello di Fumone, nel suggestivo scenario del giardino pensile, ed è andata avanti agli Altipiani di Arcinazzo, Sora e Affile, prima di tornare ad Anagni, lo scorso 28 ottobre, con «Storie di tango e di passioni». Diversi gli artisti che hanno entusiasmato la platea del festival, come l’«enfant prodige» dell’oboe Carlo Cesaraccio, il violinista spagnolo Joaquin Palomares, la soprano Maria Tomassi, la voce recitane di Marcella Mongelli, i ballerini Sofia Victoria Mira e Mariano Navone, oltre all’orchestra da Camera di Roma.

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