FCA. GUALTIERI: GOVERNO HA MESSO CONDIZIONI, È PRESTITO NON REGALO.

(DIRE) Roma, 18 mag. – “La notizia della richiesta da parte di FCA-Italy di un finanziamento a Intesa San Paolo garantito da SACE ai sensi del decreto liquidita’, ha acceso un importante dibattito sulla legittimita’ e l’opportunita’ da parte dello Stato italiano di introdurre condizionalita’ per l’accesso ad alcune delle misure di sostegno alle imprese o di facilitazione dell’accesso alla liquidita’ che sono state introdotte a seguito del Coronavirus”. Cosi’ il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, su Facebook. “La posizione del governo a questo riguardo e’ molto chiara: di fronte a un’emergenza economica come quella attuale la priorita’ non puo’ che essere quella di aiutare il sistema produttivo ad assorbire lo shock. È altrettanto evidente che, per gli interventi piu’ corposi, e’ giusto che lo Stato preveda delle condizioni, e vincoli il proprio sostegno a precise garanzie nei confronti del paese e della collettivita’ nel quadro di un disegno di politica industriale e di una visione sul futuro del sistema produttivo. Cio’ e’ vero anche per quanto riguarda i prestiti garantiti da SACE. È vero infatti, come molti hanno osservato, che non si tratta di contributi a fondo perduto ma di linee di credito che vengono remunerate sia sotto forma di interessi (a beneficio della banca erogante) che di costo della garanzia (a beneficio dello Stato). E tuttavia l’esposizione del bilancio pubblico, ancorche’ garantita dal patrimonio dei soggetti richiedenti, giustifica l’introduzione di alcune condizionalita’. Per questo, nel decreto liquidita’ il governo ha introdotto una serie di vincoli per l’accesso alla garanzia, come l’impegno a non distribuire dividendi nel 2020, a gestire i livelli occupazionali attraverso accordi sindacali, e a destinare le risorse a sostenere costi di personale, investimenti o capitale circolante in Italia”.

Gualtieri prosegue: “Nel passaggio parlamentare in corso il governo ha anche condiviso l’ulteriore rafforzamento di queste condizioni, prevedendo in modo esplicito l’esclusione (gia’ implicita nella norma) delle imprese che hanno sedi in paradisi fiscali, e prevedendo il divieto di erogare dividendi nel 2021 a chi li avesse gia’ distribuiti prima di accedere alla garanzia. Tali condizionalita’, che sono tra le piu’ esigenti tra quelle introdotte in Europa, hanno suscitato legittime critiche, ma appaiono pienamente giustificate. Per la stessa ragione, ci siamo opposti agli emendamenti delle opposizioni, che intendevano rimuovere il vincolo alla gestione dei livelli occupazionali attraverso accordi sindacali e che sono stati respinti. Inoltre, per i prestiti di maggiore entita’, il DL liquidita’ ha subordinato la concessione della garanzia a un decreto ministeriale e alla verifica di specifiche ricadute positive sul piano dello sviluppo tecnologico, degli investimenti, dei livelli occupazionali, del peso in una filiera produttiva strategica, e ha condizionato la possibilita’ di portare la garanzia all’80% al rispetto di ulteriori specifici impegni e condizioni. E’ quanto il governo intende fare nei confronti di FCA. E’ bene a questo proposito ricordare che il soggetto richiedente il prestito garantito e’ FCA Italy, che rientra nei requisiti di legge del decreto liquidita’ e che ha sede e paga le tasse nel nostro paese. FCA si e’ impegnata a utilizzare le risorse per sostenere la liquidita’ della filiera automotive, il che e’ utile e apprezzabile. Tuttavia, nelle interlocuzioni informali che hanno preceduto la richiesta di finanziamento a Intesa San Paolo, il governo ha chiarito che sarebbero state necessarie condizioni aggiuntive: la conferma e il potenziamento del piano di investimenti anche nelle nuove condizioni determinate dal Coronavirus, l’impegno alla non delocalizzazione della produzione, la conferma dei livelli occupazionali, la puntuale rendicontazione degli investimenti concordati. Il governo esercitera’ il massimo rigore nella verifica di questi impegni, attraverso i quali si punta a preservare e rafforzare il radicamento in Italia di un grande gruppo automobilistico internazionale, che si accinge a realizzare una impegnativa fusione con PSA. A questo proposito, e’ bene chiarire che il nuovo gruppo multinazionale avra’ sede in Olanda, considerata come ‘campo neutro’ rispetto ai due paesi europei, Italia e Francia, e agli Stati Uniti. Proprio la sfida della fusione, soprattutto in un quadro reso ancora piu’ incerto non solo dalla transizione verso la mobilita’ sostenibile e l’auto elettrica ma dalla crisi economica globale innescata dal Coronavirus, rendeva particolarmente pressante l’esigenza di utilizzare pienamente le condizionalita’ previste dal decreto liquidita’ per preservare e rafforzare l’ancoraggio in Italia di FCA e di rilanciare gli investimenti, l’innovazione e l’occupazione in una filiera strategica per il futuro industriale ed economico del nostro paese. È quanto il governo ha fatto e continuera’ a fare fino al perfezionamento di questa linea di credito, che va oltre il semplice rilascio di una garanzia sulla liquidita’ ma costituisce a pieno titolo una importante operazione di politica industriale”, conclude.

Agenzia DiR www.dire.it

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