FASE 2. MOVIDA, LA PSICOLOGA: SOCIALITÀ È NECESSITÀ PER ADOLESCENTI.

VALADÉ (OPL): GENITORI IN CAMPO, SERVONO REGOLE CHIARE E RESPONSABILITÀ (DIRE) Roma, 27 mag. “La necessita’ degli adolescenti, oltreche’ dei giovani adulti, di riacquisire una dimensione sociale relazionale e’ importantissima. Nel grande trambusto che questa pandemia ha creato, puo’ essere fisiologico che, nel momento in cui venga data la possibilita’ di uscire, ci si sia fatti prendere un po’ la mano. Servono poche regole chiare e senso di responsabilizzazione per gli adolescenti, e in parte anche per i giovani adulti, rispetto a dei comportamenti corretti”. È perentorio il commento di Silvia Valade’, psicologa e consigliera dell’Ordine degli psicologi della Lombardia (Opl), docente dell’Universita’ degli Studi di Milano-Bicocca, sul tema della ‘movida’ che sta tanto animando il dibattito civile nella Fase due. “In questo senso il supporto dei genitori rimane assolutamente fondamentale- afferma la psicologa- perche’ la norma crea un limite e cerca di essere il piu’ chiara possibile, ma deve anche essere trasmessa alle persone che la ricevono. Altrimenti quello che accade e’ una fase uno in cui non potevamo fare niente, segue una fase due in cui si puo’ fare qualcosa, ma nel momento in cui si apre poi e’ difficile pensare che ogni persona si autodetermini alla norma”.

Gli adolescenti sono stati additati come i piu’ responsabili nella fase uno, adesso invece si assiste a un cambio di registro. Perche’? “Hanno una gran voglia di ritornare alla normalita’- risponde la psicologa- Nel funzionamento adolescenziale la gradualita’ e’ un ossimoro, anche nel rispetto della norma. In fase adolescenziale- spiega la docente- mettiamo in discussione le nostre figure genitoriali e le figure di autorita’. È questo il momento della nostra vita in cui cerchiamo di individuarci e separarci per creare un pensiero che sia nostro. Nella prima fase della pandemia erano tutti contenuti all’interno di un set di regole iper rigide e molto contenitive- prosegue Valade’ una chiamata alle armi che e’ stata un tentativo di ricontattare tutte le risorse interne, la resilienza, la capacita’ di sopportazione o la creativita’, ma adesso la boccata d’ossigeno e il profumo della liberta’ diventano veramente molto attraenti”. L’unica cosa da fare, secondo l’esponente dell’Ordine degli psicologi della Lombardia, “e’ una continua spiegazione del perche’, come si fa con i bambini. Se ai piu’ piccoli diciamo ‘andiamo al parco ma non puoi toccare nessuno, puoi salutare ma solo a distanza e non puoi salire sui giochi’- ricorda Valade’– con gli adolescenti possiamo avviare uno scambio dialogico che puo’ essere molto fruttuoso. Possiamo essere degli adulti di riferimento e ricordare che, nonostante il momento sia molto difficile, rispettare le regole oggi piu’ che mai ha un valore specifico. Potremmo dire loro che ‘Non dobbiamo rimanere chiusi in casa, ma non e’ tutto finito’, che ‘Non stiamo tornando alla vita alla quale eravamo abituati e c’e’ necessita’ di un impegno individuale e collettivo che possa traghettarci anche in questa fase due'”. Certo Valade’ ammette che la difficile gestione di questo periodo “ha determinato delle comunicazioni complesse, a volte repentine, che hanno creato un po’ di confusione. Ora sono state date delle regole piu’ chiare e a Milano non possiamo piu’ comprare alcolici dopo le 19. Una risposta a livello normativo da un punto di vista istituzionale non puo’ che essere necessaria”, conclude.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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