FASE 2. MATTARELLA: FIERO DEL MIO PAESE, ORA SAREBBE IMPERDONABILE DIVIDERSI.

(DIRE) Roma, 2 giu. – “Dividersi ora sarebbe inaccettabile e imperdonabile”. E’ un discorso senza retorica quello che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella affida alla tradizionale cerimonia al Quirinale per celebrare la Festa della Repubblica. Tra musicisti con le mascherine e regole del distanziamento rispettate in maniera rigorosa, i Giardini del Colle, di solito arredati a festa, trasmettono alla diretta tv tutta l’eccezionalita’ del momento. Mai come quest’anno l’eco lontana dell’Italia messa di fronte alla svolta istituzionale risuona concreta nel passaggio impegnativo tra le due fasi della pandemia, dalla risposta sanitaria alla sfida della ripresa sociale ed economica. “Abbiamo detto tante volte che noi italiani abbiamo le qualita’ e la forza d’animo per riuscire a superare anche questa prova. Cosi’ come abbiamo ricostruito il Paese settant’anni fa. Lo abbiamo visto nelle settimane che abbiamo alle spalle. Abbiamo ritrovato, nel momento piu’ difficile, il vero volto della Repubblica”, dice il Capo dello Stato. “Ora – aggiunge- sarebbe inaccettabile e imperdonabile disperdere questo patrimonio, fatto del sacrificio, del dolore, della speranza e del bisogno di fiducia che c’e’ nella nostra gente. Ce lo chiede, anzitutto, il ricordo dei medici, degli infermieri, degli operatori caduti vittime del virus nelle settimane passate”, dice il presidente che richiama “quanto hanno fatto tutti gli operatori della sanita’ e dei servizi essenziali, che – spesso rischiando la propria salute – hanno consentito all’intera nostra comunita’ nazionale di respirare mentre la gran parte delle attivita’ era ferma”. L’unita’ morale e’ il cemento della Repubblica. Questo 2 giugno, dice il Capo dello Stato, “ci invita a riflettere tutti su cosa e’, su cosa vuole essere la Repubblica oggi. Questo giorno interpella tutti coloro che hanno una responsabilita’ istituzionale – a partire da me naturalmente – circa il dovere di essere all’altezza di quel dolore, di quella speranza, di quel bisogno di fiducia. Non si tratta di immaginare di sospendere o annullare la normale dialettica politica. La democrazia vive e si alimenta di confronto fra posizioni diverse. Ma c’e’ qualcosa che viene prima della politica e che segna il suo limite. Qualcosa che non e’ disponibile per nessuna maggioranza e per nessuna opposizione: l’unita’ morale, la condivisione di un unico destino, il sentirsi responsabili l’uno dell’altro. Una generazione con l’altra. Un territorio con l’altro. Un ambiente sociale con l’altro. Tutti parte di una stessa storia. Di uno stesso popolo”. Mattarella parla in primo luogo alla politica, alla vigilia di una manifestazione che vedra’ le opposizioni di centrodestra in piazza a Roma contro il governo. Il presidente invita “ancora una volta a trovare le tante ragioni di uno sforzo comune, che non attenua le differenze di posizione politica ne’ la diversita’ dei ruoli istituzionali. Siamo tutti chiamati a un impegno comune contro un gravissimo pericolo che ha investito la nostra Italia sul piano della salute, economico e sociale. Le sofferenze provocate dalla malattia non vanno brandite gli uni contro gli altri”. “Questo sentimento profondo, che avverto nei nostri concittadini, esige rispetto, serieta’, rigore, senso della misura e attaccamento alle istituzioni. E lo richiede a tutti, tanto piu’ a chi ha maggiori responsabilita’. Non soltanto a livello politico”, dice in un richiamo che punta forse ai tanti protagonisti in queste ore di polemiche piu’ o meno legittime. Oggi il capo dello Stato sara’ a Codogno “luogo simbolo dell’inizio di questo drammatico periodo, per rendere omaggio a tutte le vittime e per attestare il coraggio di tutte le italiane e tutti gli italiani, che hanno affrontato in prima linea, spesso in condizioni estreme, con coraggio e abnegazione, la lotta contro il coronavirus. Desidero ringraziarli tutti e ciascuno. L’Italia – in questa emergenza – ha mostrato il suo volto migliore. Sono fiero del mio Paese”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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