Farhad Ali Zolhadr: una vita sorride allo specchio del passato.

COPERTINA zolghadrEmerge dalle pagine di questo libro di poesie di Farhad Ali Zolhadr, Sulla tenera pelle (LietoColle, 2015) un piccolo palcoscenico dove va in scena la poesia …

Al circo delle belle lettere/ gremiti di fantasmi e chimere/ il giocoliere di parole/ cammina su una fune sottile/ treccia di realtà e d’illusione.// La penna è il suo bastone/ graffia la pagina frusciante./ Trema la mano, il funambolo cade/ sopra la sua immagine.// L’inchiostro di sangue/ scorre tra le righe./ Si leva un applauso scrosciante.”

E la ricerca si avvia, curiosa e stupefatta, senza mai schivare il rifugio nella solitudine, avanzando spedita tra l’incanto notturno di una luna “fluttuante di bellezza” e “la fugace stagione dell’essere”.

Le sensazioni si velano di ombre lontane: una vita sorride allo specchio del passato. Tutto ritorna: “Una culla, un carro funebre/ gemito del neonato/ silenzio del corpo/ ostetrica triste/ prefiche allegre/ carovana del divenire/ lacrime e risate/ passaggio in solitudine/tra la vita e la morte/ lo spettacolo dell’attore/ che recita la sua parte/ di fronte a se stesso/ unico spettatore/ l’irraggiungibile riflesso/ nel caduco specchio/ dell’immaginazione.”

La poesia del poeta iraniano Farhad Ali Zolhadr è un grido, una lotta, un rifugio, un sogno:

(…) Un uomo sogna d’essere una farfalla./ Al risveglio si domanda/ se non fosse stata una farfalla/ a sognare d’essere uomo.

Poi, in un unico sguardo, intorno, soltanto la Poesia.

LietoColle

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