FAMIGLIA. AFFIDO CONDIVISO, PADRI SEPARATI: FINALMENTE COLLOCAZIONE PARITARIA.

Stefano Cera, avvocato matrimonialista e consigliere dell’associazione che aiuta i padri separati analizza il disegno di legge Pillon attualmente in discussione al Senato. “L’impressione e’ positiva, in molti Paesi europei e’ la regola e non l’eccezione, come da noi” (RED.SOC.) BOLOGNA – “Era ora che il legislatore iniziasse a fare quello che si fa in molti Paesi dell’Unione europea dove la collocazione paritaria dei figli in caso di separazione e’ la regola e non l’eccezione, come invece accade in Italia. L’impressione quindi e’ positiva”. Stefano Cera, avvocato matrimonialista e consigliere nazionale dell’Associazione Padri separati, analizza il disegno di legge Pillon attualmente in discussione al Senato che, tra le altre modifiche alla normativa sull’affido condiviso, introduce la cosiddetta shared custody dei figli in caso di separazione. “A noi sembra una conquista ma in molti Paesi il fatto che entrambi i genitori in caso di separazione si occupino dei figli, in modo paritario, e’ scontato – aggiunge Cera -. Finalmente qualcuno inizia a pensare che la regola deve essere quella”. – Una delle novita’ introdotte dal disegno di legge riguarda l’assegno di mantenimento dei figli che verrebbe eliminato dato che non ci sara’ piu’ un genitore collocatario. “Questa e’ la grande rivoluzione portata dal disegno di legge – dice Cera -. Ovviamente, l’assegno non puo’ essere eliminato in tutti i casi di separazione ma solo in quelli in cui non c’e’ disparita’ economica tra le parti, altrimenti sarebbe assolutamente illegittimo”. L’obiettivo quindi e’ il mantenimento diretto da parte di entrambi i genitori quando hanno i figli. “Questo e’ cio’ che avverrebbe. – spiega l’avvocato -. Stessi diritti, custodia paritaria dei figli, stessi doveri: anche i papa’ devono prendersi le ferie se i figli si ammalano, non possono scaricarli sulla madre”. Le spese straordinarie ovvero quelle scolastiche, sanitarie, sportive, andrebbero divise in proporzione alle capacita’ economiche delle parti. Separazione. Fedi sul tavolo del tribunale Cambia anche la gestione della casa familiare. “Nel disegno di legge e’ prevista una sorta di indennita’ per il genitore non assegnatario – dice Cera -. Buona idea anche se credo si debba distinguere a seconda che la proprieta’ sia di uno solo dei genitori o in comproprieta’: nel primo caso il proprietario ha diritto a rimanere nella casa e si deve prevedere un’indennita’ per l’altro genitore, nel secondo caso l’ideale sarebbe la vendita. Poi un indennizzo e’ meglio di niente, ma non e’ soluzione”. I figli cosi’ avrebbero due case, nelle previsioni di Pillon. “L’idea dell’assegnazione della casa familiare e’ un concetto italiano che non trova riscontro da altre parti – spiega l’avvocato -. La casa e’ un investimento nella vita di coppia, e’ il punto di arrivo in cui la famiglia mette tutti i propri risparmi e assegnarla solo a uno dei genitori mette in difficolta’ l’altro. Credo sia giusto che la casa rimanga a chi ha fatto i sacrifici per acquistarla e se li hanno fatti entrambi si divide”. E il discorso sulla necessita’ di un domicilio prevalente per non sconvolgere la vita dei figli? “A livello di principio e’ giusto, ma nella realta’ i figli soffrono perche’ i genitori si separano, non perche’ cambiano casa”. Il disegno di legge Pillon introduce l’obbligatorieta’ della mediazione familiare, gia’ utilizzata ma in modo facoltativo nei casi di separazione. “Tecnicamente la mediazione familiare e’ paragonabile a un trattamento psicologico e come tale non puo’ essere imposta, sarebbe incostituzionale – dice Cera – In se’ l’idea non e’ male perche’ chi ci va riesce a trarne se non la fine della lite quantomeno una moderazione dei toni, ma una clausola che la renda obbligatoria potrebbe non passare il vaglio della Corte Costituzionale”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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