EX ILVA. LARICCHIA: RECOVERY FUND PER RICONVERSIONE TARANTO.

CI BATTEREMO PER CHIUSURA AREA A CALDO” (DIRE) Bari, 4 set. “I fondi del Recovery Fund devono servire per la riconversione economica e la chiusura dell’area a caldo”. Lo ha dichiarato la candidata presidente del M5S e di Puglia Futura alla Regione Puglia Antonella Laricchia, da Taranto dove si e’ discusso di riconversione dello stabilimento siderurgico. “Il Pd parla di decarbonizzazione, mentre noi parliamo di chiusura delle fonti inquinanti, appoggiati sia dal ministro Patuanelli che dal ministro Costa – ha aggiunto -. Adesso pero’ serve il territorio, serve una Regione che si batta per la chiusura dell’area a caldo. Emiliano non solo non l’ha fatto, ma non ha neanche chiesto scusa ai tarantini, perche’ lui quando sbaglia non chiede scusa, come avvenuto per il fallimento del PSR. Noi siamo quei cittadini che scelgono di entrare nelle istituzioni per risolvere problemi che istituzioni si trascinano da anni ed e’ quello che stiamo facendo a tutti i livelli”. All’appuntamento hanno partecipato i parlamentari pentastellati tarantini Gianpaolo Cassese e Giovanni Vianello. “Sessanta anni di disastri non si cambiano con la bacchetta magica – ha spiegato Vianello – ma gia’ abbiamo fatto passi importanti e invertito la rotta rispetto al passato. Non ci sono piu’ i decreti Salva Ilva e non ce ne saranno mai finche’ saremo in maggioranza in Parlamento. Abbiamo confronti continui con il ministero dello Sviluppo economico e stiamo lavorando per la chiusura dell’area a caldo come gia’ fatto per Genova e Trieste con un accordo di programma che metta tutte le istituzioni e gli attori interessati intorno al tavolo. Non si puo’ continuare con l’area a caldo per la salute dei cittadini e la sicurezza dei lavoratori. Per questo e’ necessario che anche il resto della maggioranza ci segua, e faccio a un invito al Pd nazionale a pensare al bene di Taranto appoggiando la nostra posizione”. “La riconversione per noi e’ il percorso da seguire – ha concluso Cassese – e basta osservare le cose gia’ realizzate in questi mesi. Dobbiamo continuare a investire nelle alternative all’acciaio per consentire alle nostre eccellenze i crescere: abbiamo fatto importanti passi avanti anche con il ritorno a Taranto della Soprintendenza, e con il valore aggiunto dell’archeologia subacquea. La battaglia per la chiusura delle fonti inquinanti continua ogni giorno con sempre piu’ forza”. 

Agenzia DiRE   www.dire.it

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