Evento con la senatrice Cirinnà -dal gruppo politico cittatrepuntozero a firma Dott.ssa Chiara Grossi.

Libertà è ascolto e partecipazione


Ad Anagni l’appuntamento del 16 settembre “I diritti non hanno colore” si pone come una grande occasione di confronto rispetto ad eventi precedenti: il gruppo cittatrepuntozero ha improntato quale minimo comun denominatore del dibattito la reciproca volontà di ascolto tra posizioni anche diametralmente opposte ma sempre aperte al dialogo costruttivo.
Non voler ascoltare e giudicare, a priori non partecipare – addirittura sbandierarlo sui social – è già una forma di pregiudizio che sottende intolleranza e prese di posizione chiuse al confronto. Ricordiamo a tutti che non bisogna essere bianchi, cattolici, eterosessuali e sposati con prole, per amare la propria patria, la propria famiglia e per credere in valori non negoziabili come la fede in un qualsiasi Dio. La differenza è tutta qui: a braccia aperte, noi del gruppo politico
cittatrepuntozero attendiamo interventi maturati da idee diverse, convinti che l’alterità sia una ricchezza. Noi non ci poniamo su un palco ad additare arrogantemente giusti o sbagliati. Ci sembra doveroso aggiungere che qualsiasi noncuranza indifferente – “ognuno va con chi vuole”, “è inutile parlarne” – sia una vera e propria offesa a tutte
quelle ragazze e tutti quei ragazzi che si sono visti derisi, emarginati, messi da parte; che questa supponenza che invoca di tacere possa squarciare altre ferite in quelle famiglie che hanno dovuto sopportare il dolore di sapere i propri figli, fratelli, sorelle, bullizzati e ghettizzati. Ancora oggi in Italia 10 persone al giorno – 10 persone al giorno, fondamentale ripeterlo – si tolgono la vita: molti sono giovani, per lo più uomini. Spesso si attribuisce la responsabilità di un suicidio alla depressione, ma le cose non stanno così e il fenomeno è più complesso. Una recente metanalisi pubblicata su Psychological Bullettin ha mostrato che esistono 50 fattori di rischio che possono avere un peso, tra cui il ruolo affidato dalla società ai generi maschile e femminile (probabile causa del rapporto di quattro ad uno nell’incidenza dei suicidi tra uomini e donne), isolamento sociale, stigma, difficoltà di comunicazione ed eventi molto stressanti. Fare qualcosa si può. Parlare significa comprendere o almeno provare a comprendere, la comprensione genera accettazione e sviluppa tolleranza, attraverso l’ascolto e la condivisione. Chi non sa ha paura. Scrisse un giorno un grande giurista: “Dall’osservazione della irriducibilità delle credenze ultime ho tratto la più grande lezione della mia vita. Ho imparato a rispettare le idee altrui, ad arrestarmi davanti al segreto di ogni coscienza, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare.” La frase è di Norberto Bobbio…come non essere d’accordo?

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