EUTANASIA. BINETTI: SE LEGITTIMO AIUTO A SUICIDIO ARRIVA DOTTOR MORTE.

(DIRE) Roma, 24 nov. – “Per singolare coincidenza, mentre attendiamo la pronuncia della Corte costituzionale in fatto di eutanasia, ieri e’ stata la prima giornata mondiale per la sicurezza del paziente, indetta dall’Oms, per mettere in guardia dai rischi che i malati corrono in ospedale e in casa. Se, come moltissimi temono e ben pochi sperano, la Corte considerera’ legittimo l’aiuto al suicidio, allora i rischi dei pazienti depressi, dementi o disabili, aumenteranno in modo esponenziale”. Lo afferma la senatrice Udc, Paola Binetti. “Bastera’ dire: Non ce la faccio piu’, la mia vita e’ priva di senso; oppure bastera’ aver perso la propria autonomia, o essere poveri, soli, privi di punti di riferimento, e tutto si convertira’ facilmente in un piano inclinato che condurra’ inesorabilmente all’eutanasia. Un suicidio medicalmente assistito, a totale carico dello stato, porra’ fine a disagi e sofferenze dei malati e delle loro famiglie. In epoca di tagli al bilancio della sanita’, questo verra’ presentato come una forma di ottimizzazione delle risorse. Inutile investire in chi non ha speranza di veder migliorata la sua situazione: meglio che muoia e che muoia presto per evitare sovraccarico di lavoro alle famiglie, perche’ anche questo potrebbe essere un costo aggiuntivo. È l’enorme rischio di una pieta’ malintesa; di una liberta’ enfatizzata fino a scomparire del tutto”. Binetti continua. “Sono le grandi ipocrisie del nostro tempo, ti facilito, accelerandola, la morte per non farti soffrire piu’; ti sottraggo le cure a cui avresti diritto per darle a chi ha piu’ speranza di miglioramento e a te sottraggo anche la speranza. In conclusione pazienti piu’ insicuri proprio in quei luoghi della cura dove dovrebbero sentirsi pienamente garantiti. Avremo i medici esperti nel dare la morte: i nuovi dottor morte, magari anche con una specializzazione ad hoc, un reparto ad hoc e dei letti ad hoc, con relativo primario di una Unita’ di Non-Terapie complessa. Venuta meno la relazione di fiducia con i medici e i familiari, lo spettro della morte potrebbe amareggiare la vita del paziente, sostituendo l’alleanza terapeutica con la congiura di chi solo desidera che tu te ne vada. Meno costi per famiglia e Ssn, possibile eredita’ ed una maggiore disponibilita’ di tempo, che finira’ col riempirsi di rimorsi e sensi di colpa”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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