EGITTO. RINVIATA UDIENZA PER ZAKI, A MIGLIAIA FIRMANO PETIZIONE.

ONG ALLA DIRE: È ASMATICO, PERSINO PEGGIORI DITTATORI CAPIREBBERO (DIRE) Roma, 23 mar. – E’ stata rinviata a lunedi’ 30 marzo l’udienza per la detenzione cautelare di Patrick Zaki, l’attivista e ricercatore egiziano in carcere dall’8 febbraio con l’accusa di sedizione su Facebook. Come riferiscono all’agenzia Dire dall’ong per la quale il giovane collabora, l’Egyptian Initiative for Personal Rights (Eipr), il motivo “e’ il fatto che non possono trasferire i detenuti dal carcere di Tora all’ufficio del procuratore”. La procura del Cairo avrebbe dovuto decidere oggi se rinnovare la detenzione cautelare al giovane, una misura adottata dalle autorita’ giudiziare per permettere lo svolgimento delle indagini. Al momento pero’, l’Egitto di configura come il Paese africano che registra il piu’ alto numero di Covid-19: oltre 300 i contagi e dieci i decessi, stando al bollettino del ministero della Sanita’. Cosi’ come riporta la stampa locale, nel tentativo di fermare il diffondersi del virus il presidente Abdel Fattah Al-Sisi ha chiesto alla popolazione di collaborare restando in casa: “Nelle prossime due settimane vogliamo piu’ impegno, piu’ responsabilita’, piu’ disciplina” ha detto il presidente, avvertendo che il virus “si sta diffondendo rapidamente e i numeri possono trasformarsi in migliaia in pochi giorni”.

Diverse ong locali e internazionali, tra cui l’Eipr e Amnesty international, chiedono pero’ da giorni la scarcerazione dei detenuti, dal momento che le carceri egiziane soffrono a causa di un grave sovraffollamento. Una petizione lanciata su Change.org ha gia’ superato le 7mila firme. Persone come Zaki che si trovano in detenzione cautelare, prosegue la stessa fonte, “potrebbero essere rimandate a casa, almeno agli arresti domiciliari”. Si ricorda poi che il ricercatore iscritto al master dell’Universita’ di Bologna “soffre d’asma, quindi e’ un soggetto potenzialmente ad alto rischio”. Nei giorni scorsi quattro donne che manifestavano al Cairo per il rilascio dei loro cari sono state trattenute in stato d’arresto per circa 24 ore, una vicenda su cui anche Amnesty e la statunitense Human Rights Watch si sono mobilitate. “Persino i piu’ terribili dittatori d’Africa sono diventati ragionevoli di fronte all’emrgenza coronavirus, tranne l’Egitto” ha commentato in un tweet l’attivista egiziano Amr Abdelwahab.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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