EGITTO. DIPLOMAZIA UE SI MUOVE PER ZAKI, COMUNICAZIONE A PROCURA.

LO SCRIVE AMBASCIATA ITALIANA A PETITTI: “PREOCCUPATI PER COVID” (DIRE) Bologna, 29 mag. – La lettera di Emma Petitti smuove qualcosa in Egitto, al momento solo sul fronte italiano. E’ l’Ambasciata italiana al Cairo, infatti, a rispondere alla presidente dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che si e’ mobilitata per Patrick Zaki, lo studente dell’Universita’ di Bologna da mesi in carcere nel suo paese. Il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale guidato da Luigi Di Maio “continuera’ a seguire da vicino, anche tramite l’Ambasciata italiana in Egitto, il caso di Patrick Zaki, mettendo in campo le adeguate iniziative di sensibilizzazione”, ha scritto l’Ambasciata in risposta alla lettera inviata nei giorni scorsi da Petitti. “Patrick Zaki– ricorda la presidente del parlamento regionale- e’ detenuto nel carcere del Cairo dal mese di febbraio esclusivamente per il suo lavoro in favore dei diritti umani e per le opinioni politiche espresse sui social media. L’ultima udienza per decidere il suo rilascio era fissata il 20 maggio ma, ad oggi, non si hanno notizie ufficiali. L’ambasciata ci ha precisato che al monitoraggio stanno partecipando anche funzionari diplomatici dell’Unione europea”. In seguito all’imposizione di misure restrittive sull’accesso ai tribunali per limitare il contagio da coronavirus, l’Ambasciata ha precisato che su propria richiesta “la delegazione dell’Unione europea al Cairo ha trasmesso alla Procura egiziana una comunicazione in cui ha ribadito la propria attenzione sul caso”.

Come sottolineato nella lettera, aggiunge Petitti, “siamo tutti preoccupati per le condizioni di salute di Patrick che, essendo asmatico, e’ maggiormente esposto al rischio Covid in un ambiente come una prigione. Ringrazio l’ambasciatore per la sua risposta, per mantenere una scrupolosa attenzione sulla vicenda e per aver chiesto in piu’ occasioni la scarcerazione dello studente. Credo sia fondamentale continuare a parlarne per non spegnere i riflettori su una situazione che ormai si protrae da quasi quattro mesi. Restiamo fiduciosi, auspicando un epilogo positivo e di poter riabbracciare al piu’ presto Patrick qui a Bologna”. 

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