Dura una notte la tregua sulla manovra. Renzi e Di Maio aprono il fronte parlamentare.

di Alfonso Raimo

Al termine di un vertice di tre ore la maggioranza trova l’intesa che sostanzialmente significa prendere tempo sui nodi spinosi della manovra.

ROMA – Una tregua che somiglia alla quiete prima di una tempesta: quella che potrebbe scatenarsi di qui a pochi giorni e per due mesi, in Parlamento, nella sessione di bilancio. Al termine di un vertice di tre ore la maggioranza trova l’intesa che sostanzialmente significa prendere tempo sui nodi spinosi della manovra. Nel frattempo si votera’ in Umbria e in Calabria.

Questo in sintesi il compromesso raggiunto ieri

La riduzione del tetto ai pagamenti in contante da 3mila a 2mila euro scattera’ il primo luglio e non piu’ il primo gennaio 2020. Slittano anche le sanzioni per gli esercizi che non si doteranno del Pos e del meccanismo premiale per i pagamenti elettronici. Slittamento anche per la norma sul carcere agli evasori: la misura che sanziona con il carcere da 6 a 8 anni chi evade in maniera fraudolenta per importi superiori ai 100mila euro non va in vigore subito con il decreto fiscale ma solo dopo la conversione in legge. Spazio dunque alle correzioni in Parlamento.

Si annuncia un forte ridimensionamento, inoltre, della stretta sulle partite Iva: non ritorna il regime analitico per quelle fino a 65mila euro che continuerebbero a godere della semplificazione introdotta con la flat tax della precedente finanziaria. Abolita la flat tax del 15% per cento per le partita Iva tra i 65 mila e i 100 mila euro.

Canta vittoria Luigi Di Maio che illustra su facebook “buone notizie per imprenditori, commercianti, artigiani e tutti gli italiani onesti”. In effetti sono state accolte quasi tutte le richieste dei Cinque stelle. Ma anche il Pd si dice soddisfatto con il capodelegazione Dario Franceschini che sottolinea come “l’intesa sull’inasprimento delle norme per i grandi evasori adempia al punto 16 del programma di governo e rientri nella strategia di lotta all’evasione centrale per il governo. Il fatto poi che nel decreto fiscale sia previsto che le norme entreranno in vigore non subito ma soltanto al momento della conversione, garantisce il Parlamento sulla possibilita’ di approfondire tutti gli effetti e le conseguenze”.

Ma la maggioranza non fa a tempo a tirare un sospiro di sollievo, che iniziano i primi distinguo. Di Maio annuncia che “nei prossimi giorni” continuera’ la discussione sul regime forfettario per i professionisti. E Matteo Renzi, dopo essersi intestato il merito per il rinvio dell’aumento Iva, annuncia battaglia in Parlamento “sui microbalzelli, dalla casa allo zucchero”. Si ricomincia.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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