DOPPIA PREFERENZA. BINETTI (UDC): Piu’ Donne uguale piu’ qualita’ IN Istituzioni.

(DIRE) Roma, 6 ago. – “Il principio nazionale della parita’ di genere nell’accesso alle cariche elettive e’ stato oggetto del dibattito nell’Aula del Senato, con motivo della approvazione del Decreto Legge 86/2020, emanato il 31 luglio, in sostituzione del potere legislativo della regione Puglia, che non aveva adeguato la normativa regionale in materia elettorale al principio della parita’ di genere nel sistema elettorale. Risale ormai a 4 anni fa, alla legge 20/2016, il principio della promozione delle pari opportunita’ tra donne e uomini nell’accesso alle cariche elettive. Da allora pero’ molte regioni, tra cui Piemonte e Puglia, non hanno ancora recepito questa norma. Ma mentre in Piemonte si e’ tranquillamente votato secondo la vecchia norma, per la Puglia e’ scattata una vera e propria fibrillazione che ha indotto la maggioranza a chiedere al Presidente del Consiglio e ad ottenere nel giro di una settimana, sic!, il decreto e la sua approvazione, come se di fatto fosse l’urgenza delle urgenze. Ferma restando l’esigenza di garantire una presenza femminile adeguata in tutti gli organismi nazionali, l’attenzione e la concentrazione del governo su questo punto pone domande che non vorremmo proprio fossero eluse, nel rispetto di diritti costituzionali altrettanto essenziali, come ad esempio quelli che riguardano la tutela della salute delle persone con malattia rara. Per loro sembra non esserci mai abbastanza tempo o abbastanza risorse; il Piano nazionale per le malattie rare e’ fermo da oltre quattro anni, ma questo non sembra interessare affatto il governo, nonostante sia apparso chiaro come in epoca di Pandemia questi malati hanno pagato un prezzo piu’ alto degli altri. E’ questo che rende discriminante l’atteggiamento del governo mentre cerca di colmare la discriminazione uomo-donna nelle liste, conferma la discriminazione sani-malati e malati-malati rari sul piano della salute”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC.

“In condizioni di equita’ diffusa non ci sarebbe bisogno di tutelare la presenza delle donne negli organismi elettivi. Meriti e competenze delle donne sono chiari a tutti e non a caso l’Europa in questo momento e’ governata da tre donne eccezionali per tempra e competenza. La Meritocrazia e’ un sistema di valori che valorizza l’eccellenza indipendentemente dalla provenienza. Ma in Italia la meritocrazia non e’ di moda e l’assenza di questo sistema di valori ha prodotto una classe dirigente debolissima ed e’ diventata la causa principale del declino della nostra economia. I due valori della meritocrazia sono esattamente pari opportunita’, grazie al sistema educativo, e libero mercato, entrambi carenti nella societa’ e nell’economia italiana. Le pari opportunita’ per le donne italiane non esistono, dato che il “soffitto di vetro” per le donne italiane e’ il peggiore del mondo occidentale e la loro progressione di carriera si blocca molto presto, senza che questo consenta loro di andare molto oltre il figlio unico! E per questo servono ancora, almeno per ora, norme speciali per maggiore equita’ nelle cariche elettive”, conclude la senatrice Paola Binetti, UDC.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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