DL RILANCIO. DON CIOTTI: MANCANO CAMBIO DI PASSO E ASSENZA DI VISIONE.

(DIRE) Roma, 14 lug. – “È stato chiamato Decreto Rilancio, ma e’ assente quel cambio di passo senza il quale non puo’ esserci ‘rilancio’ ma solo stanco procedere al ritmo di prima. Dunque piu’ che rilancio, replica del gia’ visto. Replica che non ci possiamo piu’ permettere in un frangente delicato come questo, dove un cambiamento di metodo, di sostanza e di obiettivo – vista la pandemia e le sue conseguenze – non e’ piu’ solo una scelta ma una necessita’ urgente”. Cosi’ Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele. “Il decreto- sottolinea- compie passi in avanti in certi ambiti, come quello della poverta’ educativa, delle vittime di usura e violenza sulle donne, delle cooperative di lavoratori di aziende in crisi o confiscate. Su tutto il resto, pero’ (dal sistema sanitario pubblico al reddito di cittadinanza, dall’emergenza abitativa alla regolarizzazione dei lavoratori migranti e l’insufficiente attenzione verso il servizio civile, solo per citare alcuni ambiti) stabilisce criteri di sostegno eccessivamente restrittivi e selettivi, di fatto insufficienti a sanare e rilanciare realta’ a lungo ferite da politiche economiche sbagliate che in nome dell’austerita’ e delle privatizzazioni hanno fatto crescere la poverta’ e le disuguaglianze a livelli mai visti nella storia del nostro Paese, favorendo solo grandi concentrazioni di ricchezze private. È qui che l’impianto restrittivo del decreto denuncia una assenza di visione e un difetto d’impostazione. La pandemia ha messo e continua a mettere in evidenza l’insostenibilita’ ambientale e sociale e le contraddizioni dell’economia di mercato, la sua inesorabile distruzione dei beni comuni, della biodiversita’ ed allo stesso tempo dei diritti sociali e della dignita’ delle persone. Ce lo ha dimostrato anche il Covid-19 come la crisi sociale sia strettamente connessa con quella ecologica. La nostra salute dipende da quella della nostra Casa Comune. Non si puo’ dunque sperare in una ripresa senza un superamento del modello economico e culturale che ha provocato la crisi. Superamento che comporta anche un deciso riconoscimento e sostegno di quelle realta’ che, colmando vuoti politici e istituzionali, da decenni si prendono cura di milioni di persone abbandonate a se’ stesse, sempre piu’ disperate e sempre piu’ invisibili”.

Luigi Ciotti, presidente Libera e Gruppo Abele, continua: “Non ci puo’ essere cambiamento senza un impegno comune a combattere la poverta’ materiale e tutte le altre che inevitabilmente genera: poverta’ educative e culturali, poverta’ di diritti e democrazia. È proprio cio’ che questo decreto – al di la’ di quei piccoli, timidi passi in avanti – non fa o non vuole fare. Ed e’ anche questo un segno di poverta’ etica e culturale, perche’ puo’ ‘cambiare passo’ solo quella politica che con determinazione e coraggio comprende che oggi e’ necessario ed urgente superare il sistema economico responsabile della crisi, se vogliamo garantire la sicurezza sociale, ambientale, il diritto al lavoro, alla salute ed alla partecipazione dei cittadini. Abbiamo bisogno di un altro approccio culturale se vogliamo imparare ed uscire da questa drammatica crisi. Solo cosi’ la politica ritrova la sua essenza di servizio per il bene comune, di presidio di democrazia, di garanzia di giustizia sociale, ambientale ed ecologica”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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