DISABILITÀ. BINETTI: DAI BAMBINI AUTISTICI GRANDE LEZIONE DI DIGNITÀ.

PIAZZA MONTECITORIO TRASFORMATA IN PIZZERIA OFFERTA A TUTTI CON SORRISO (DIRE) Roma, 29 lug. – “Piazza Montecitorio e’ solitamente considerato il luogo ideale per manifestare il proprio malcontento; denunciare le ingiustizie subite; obbligare le istituzioni ad occuparsi di chi sembra non avere voce, di chi e’ troppo fragile per negoziare ad un tavolo di trattative i suoi bisogni. Ma stasera la piazza era occupata da un grande mezzo attrezzato per offrire street food ai passanti: pizza e tortelli emiliani. E con loro un gruppo folto di ragazzi e ragazze con le loro uniformi di servizio; allegri e disponibili, con l’espressione un po’ sorpresa di chi non sa come sia capitato li’. Tutti ragazzi autistici, con una sindrome di diversa gravita’, ma per lo piu’ perfettamente integrati in questa calda serata di fine luglio. E’ la seconda volta che si ripete questa iniziativa, promossa da un gruppo di senatori che hanno una particolare sensibilita’ nei confronti della disabilita’. L’anno scorso la cena fu servita nel Self service del Senato, ma questa volta la prudenza ha suggerito una soluzione diversa, e piazza Montecitorio e’ risultata anche piu’ adatta con la loro gioventu’. I ragazzi, accompagnati dalle loro famiglie e dai loro docenti sembrano perfettamente amalgamati con i passanti e i curiosi, ma anche e soprattutto con deputati e senatori he si interrogano su cio’ che stanno fecendo”. Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC, che continua: “E’ la grande lezione di queste due Associazioni: Pizza Aut e il Tortellante, che favoriscono un’esperienza di lavoro, di impegno nel mettere in gioco capacita’ e competenze, cercando di sottrarli ad una logica meramente assistenziale. I ragazzi sanno fare e fanno quello che possono. Quello che noi consentiamo loro di fare. I giovani, nonostante la loro evidente disabilita’, vogliono lavorare, vogliono sentirsi utili. É la grande pedagogia di chi, sia pure indirettamente dice no ad aiuti che mortificano la voglia di lavorare. E pretende invece una didattica e una pedagogia del lavoro che anticipi le sfide che la vita porra’ loro davanti nel giro di pochi anni! Vogliamo piu’ fondi per la formazione e la riabilitazione, perche’ questa e’ la sfida per una vita che sia davvero una avventura felice”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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