DIRITTI. EUROPARLAMENTO: BASTA NAZIONALISMI CHE ISTIGANO A ODIO.

APPROVATA RISOLUZIONE PER INTEGRARE MIGRANTI E PROTEGGERE MINORI (DIRE) Roma, 1 feb. – L’Unione europea prende posizione contro i discorsi nazionalisti e che incitano all’odio su temi riguardanti le migrazioni, la tutela dei minori, il rafforzamento del controllo del web e la difesa dello Stato di diritto. E lo ha fatto tramite la Commissione liberta’ civili, che ha adottato con 41 voti a favore su 52 una proposta dal deputato di centrodestra del Partito popolare europeo (Ppe), Frank Engel, nel 2016. Come spiegano in una nota, la risoluzione non legislativa parte ribadendo l’importanza di proteggere i migranti, in quanto gruppo tra i piu’ vulnerabili: “I deputati deplorano che alcuni stati membri non rispettino gli obblighi connessi ai migranti e alle le richieste di asilo”. Raccomandano quindi “la salvaguardia dei richiedenti asilo dalle violenze e dalle discriminazioni”, riservando un’attenzione speciale ai bambini, “il 27% dei migranti che arrivano attraverso il Mediterraneo secondo l’Unhcr”. La scuola, lo studio delle lingue e condizioni di accoglienza adeguate per i membri della Commissione sono gli strumenti piu’ efficaci per favorire l’integrazione.

La preoccupazione e’ includere nella societa’ tutti, compresi coloro che appartengono ad altre religioni. Questo serve ad “evitare che individui vulnerabili si uniscano a organizzazioni estremiste”. Tutto questo anche nell’ottica di prevenire l’hate speech, i discorsi d’odio, che proliferano su internet e i social media “grazie all’anonimita'” che questi strumenti assicurano agli utenti. Ma il web “non puo’ diventare una terra senza legge”. Pedofilia, sfruttamento, cyber bullismo sono le altre sfide che la rete pone ai governi nazionali, che quindi vengono invitati a rafforzare le proprie leggi in materia e a cooperare di piu’, anche attraverso Europol, per proteggere i minori. Infine, vengono incoraggiate azioni a difesa dello Stato di diritto e della governance: “E’ sempre piu’ frequente” da parte di alcuni Stati “rifiutare di proteggere le leggi”, scrivono ancora gli eurodeputati.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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