DDL PILLON. CAMUSSO (CGIL): MOBILITARSI PER SVELARE OPERAZIONE DONNE SOTTOMESSE.

(DIRE) Roma, 23 lug. – “C’e’ bisogno di questa mobilitazione perche’ l’attacco alle donne e’ assolutamente chiaro, lo si vede da tanti provvedimenti, non solo dal ddl Pillon e collegati. Bisogna svelare un’operazione che vuole nuovamente le donne subalterne e sottomesse. Per svelarla bisogna innanzitutto chiamare alla mobilitazione e lanciare un’idea che e’ non solo la difesa, ma che la condizione di liberta’ delle donne e’ la condizione della democrazia”. Lo ha detto alla Dire Susanna Camusso, responsabile delle Politiche di Genere della Cgil, gia’ segretaria generale, a margine della conferenza stampa contro il Ddl Pillon che si e’ tenuta oggi pomeriggio al Senato. Per Camusso “bisogna far uscire i 5 Stelle dall’ambiguita’, oggi ne abbiamo l’ennesima conferma. I 5 Stelle hanno annunciato, sotto varie forme, che il disegno di legge Pillon non c’era piu’, che era decaduto, che era archiviato, e invece siamo sempre a discutere intorno a quello. Ancora oggi come maggioranza hanno sostenuto che il relatore sia ancora il senatore Pillon, che si lavora su testi unificati. La smettano di cercare di imbrogliare le persone e dicano esplicitamente da che parte stanno. Se stanno con chi si inventa l’alienazione parentale e vuole la mediazione familiare, che costringerebbe le donne a dover mediare con il loro carnefice, o comunque con chi esercita violenza. Se vogliono un’Italia che viola le convenzioni internazionali che ha firmato, penso a quella della tutela del Fanciullo come a quella di Istanbul. O se invece vogliono un Paese che continui a progredire verso la liberta’ delle donne. Devono dire che da che parte stanno, non possono continuare a dire tutto e il contrario di tutto, non facendo seguire gli atti che servono”. Per l’ex segretaria generale della Cgil il disegno di legge Pillon “ignora la realta’ e quando si ignora la realta’ vuol dire che non si lavora per migliorare le condizioni delle persone. Ignora la la realta’ del tasso di occupazione femminile, ignora la realta’ del gap salariale e della differenza dei redditi, ignora che tanta parte del lavoro povero di questo Paese riguarda esattamente le donne. Ignora cioe’ che non e’ vero che tutti sono uguali. Quando si ignorano questi dati- avverte Camusso- vuol dire che si stanno colpendo le donne nella loro possibilita’ di autodeterminarsi, di lavorare, di continuare a investire sui loro figli e figlie”. Questo provvedimento “ci riguarda- ha concluso la sindacalista- ci riguarda come cittadini, come donne, come lavoratrici che questo disegno di legge dimostra di non vedere nelle loro contraddizioni. Ed invece di intervenire per migliorare la condizione la si considera un ulteriore elemento per penalizzare le donne”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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