Dantedì, Benigni: “Poeta fondò Partito di Dante, Pd, ma non vinse mai”.

di Nicoletta di Placido
E scherzando con Mattarella: “A disposizione se ha bisogno di un corazziere oppure un cuoco, un autista, un sarto, un barbiere. Una volta ho sentito in tv che non aveva il barbiere”

ROMA – “ Dante ha partecipato alla vita politica della sua città con diversi ruoli politici, ma non gli ha portato bene la politica. Alla fine non ne poteva più e ha detto ‘basta con la politica‘. Ha fatto un partito dove c’era solo lui, il partito di Dante, il Pd. Non ha vinto mai, questo Pd, questo partito di Dante, sono settecento anni che non trova pace”. Lo ha detto un ironico Roberto Benigni, ieri sera nel Salone dei Corazzieri, al Quirinale, dove alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e del ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha letto il XXV Canto del Paradiso in occasione del Dantedì.

BENIGNI A MATTARELLA: “VORREI ABBRACCIARLA, MA NON SI PUÒ

“Ho una tale stima e ammirazione per lei che vorrei abbracciarla, ma non si può- ha aggiunto rivolgendosi al presidente della Repubblica- Se ha bisogno di qualcosa, vorrei essere utile per lei. Se ha bisogno di un corazziere oppure un cuoco, un autista, un sarto, un barbiere. Una volta ho sentito in tv che non aveva il barbiere. Le faccio i capelli vestito da corazziere”.

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Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberto Benigni,in occasione della cerimonia di celebrazione del “Dantedì” (foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)
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