Daniele Nardi, con Alessandra Carati. La via perfetta.

Daniele Nardi
con Alessandra Carati
La via perfetta
Nanga Parbat: sperone Mummery

«Un alpinista è un esploratore, non resiste a una via di cui si è innamorato, non può sottrarsi al desiderio di tentarla. Perché la visione iniziale è diventata un’idea, e l’idea un progetto a cui pensa tutti i giorni e a cui dedica le sue energie migliori».
EINAUDI. STILE LIBERO EXTRA – € 17,50 – pp. 267

L’avventura di un uomo che, partendo dalla provincia di Latina, tra difficoltà e pregiudizi ha lasciato la propria firma
nel mondo dell’alpinismo estremo.
Sulla Terra ci sono quattordici montagne che superano gli 8000 metri: il Nanga Parbat è una di queste. La nona in
ordine di altezza e una delle piú difficili; in particolare se la si affronta dallo sperone Mummery, che nessuno ha mai salito.
Nei suoi cinque tentativi di conquistare la vetta in invernale, Daniele Nardi lo ha provato quattro volte. Quel «dito di
roccia e ghiaccio che punta dritto alla vetta» aveva catturato la sua immaginazione. Un percorso cosí elegante da sembrare
perfetto.
L’impresa di Nardi e del suo compagno di cordata Tom Ballard si è interrotta a un passo dalla conclusione, ma
Daniele, come fa ogni alpinista, aveva messo in conto che potesse accadere, e si era rivolto ad Alessandra Carati. Hanno
lavorato insieme per quasi un anno. Alessandra lo ha seguito al campo base del Nanga Parbat e, dopo essere rientrata in
Italia, è rimasta in contatto con lui fino all’ultimo giorno.
Nella posta elettronica aveva un’email che era un impegno: terminare il racconto che Daniele aveva iniziato.
«Se non dovessi tornare dalla spedizione desidero che Alessandra continui a scrivere questo libro, perché voglio che
il mondo conosca la mia storia».

Daniele Nardi (Sezze, 24 giugno 1976 – Nanga Parbat, marzo 2019) è il primo alpinista nato al di sotto del Po ad aver
scalato l’Everest e il K2, le due vette piú alte del mondo. Fra le sue ascensioni piú importanti: Broad Peak (8047 m),
Nanga Parbat (8125 m), la cima Middle dello Shisha Pangma (8027 m).
Dal 2009 ha cominciato un nuovo ciclo di spedizioni, in cui affrontava montagne piú basse ma piú difficili
tecnicamente. Nel 2011 ha aperto una via nuova sul Bhagirathi III (6454 m) in stile alpino, che gli è valsa il Premio
Paolo Consiglio, il massimo riconoscimento alpinistico italiano.
Ha partecipato a numerose spedizioni scientifiche e ricevuto riconoscimenti internazionali.
Come ambasciatore per i diritti umani nel mondo ha sostenuto progetti di solidarietà in Nepal e Pakistan.
Alessandra Carati è scrittrice, editor e sceneggiatrice.

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Daniele Nardi mandava al giornale comunicati, foto e filmati, direttamente, tramite internet, dai campi base del Nanga Parbat fin dalla prima scalata, vogliamo ricordarlo con una delle tante foto che ci aveva spedito.

il direttore

Carlo Napoletano

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