CULTURA. VERSO NETFLIX ITALIANA, FRANCESCHINI AVVIA CONFRONTO CON SETTORE.

INCONTRO ORGANIZZATO DA LATERZA, PROTAGONISTI CHIEDONO QUALITÀ E INNOVAZIONE (DIRE) Roma, 9 giu. – Non gli stati generali della cultura, “perche’ non e’ il momento migliore per parlare di altri stati generali”, ma un percorso comune che porti alla nascita di una Netflit italiana della cultura. Puntando sull’innovazione e sul digitale, certo, ma senza dimenticare il bello della fruizione diretta e nemmeno la qualita’, faro indispensabile per navigare nella rete. Il mondo della cultura inizia il suo confronto a partire dall’idea lanciata dal ministro dei Beni e delle Attivita’ culturali e del Turismo, Dario Franceschini, quando ancora si era nella fase di lockdown e internet era l’unico modo per accarezzare l’arte nelle sue diverse forme. Adesso, pero’, i luoghi della cultura stanno riaprendo, il 15 giugno tocchera’ anche a cinema e teatri, e torna a farsi strada la dicotomia reale-virtuale. “Ma non si tornera’ come prima, le abitudini cambieranno. Sono ottimista, penso che si potranno scrivere delle cose positive insieme”, ha detto oggi il titolare del Collegio romano intervenendo al primo ‘Sarchiapone’ online organizzato da Giuseppe Laterza, che ha raccolto diverse voci del settore, dai rappresentanti dei musei a quelli della filiera del libro, dal cinema al teatro. A loro, il ministro ha raccontato le misure piu’ rilevanti prese a sostegno della cultura, tra i comparti piu’ colpiti dalla crisi Covid-19. Un periodo di chiusura lunga che pero’ ha mostrato le potenzialita’ della rete. “Prima si pensava a internet come a uno strumento di superficialita’, durante il lockdown si e’ visto che non e’ stato cosi’. La rete ha messo insieme le persone, ha portato la cultura nelle loro case, le ha fatte incontrare virtualmente”, ha detto. E allora perche’ non pensare a uno strumento permanente, a pagamento, “che non sostituisca, ma integri l’offerta dal vivo”, ha ripetuto ancora una volta Franceschini.

Molti i musei, statali e non, che durante la quarantena hanno offerto contenuti online al loro pubblico. “Lo abbiamo fatto anche noi, l’aspetto importante sono i contenuti di standard A che possiamo creare”, ha detto Evelini Christillin, presidente della Fondazione Museo Egizio di Torino. Il boom della rete ha coinvolto anche il Fai, che con il presidente Andrea Carandini ha raccontato di “votazioni triplicate per i Luoghi del cuore. Ma questa emergenza e’ stata comunque una batosta notevole per noi, perche’ il bilancio del Fai raggiungeva 33 milioni di euro, un terzo dei quali che arrivavano dalle manifestazioni di piazza e dalla raccolta fondi. Solo a marzo abbiamo perso 3,7 milioni e il cda ha approvato una prima riduzione delle spese di ben 7 milioni di euro”. Carandini ha chiesto per questo che l’art bonus venga esteso anche ai monumenti privati. “Abbiamo continue richieste di prenderli in carico, ma non possiamo senza Art bonus. Dal punto di vista culturale che differenza c’e’ tra pubblico e privato?”. Tant’e’, altra realta’ attiva sui social, anche il Maxxi di Roma si porta dietro il “danno” della pandemia, con “il 60% di pubblico internazionale che per molti mesi ancora non avremo”. Ma anche il Museo delle Arti del XXI secolo ha sperimentato il digitale e alla fine ha collezionato “oltre 14 milioni di collegamenti alle oltre 250 produzioni che abbiamo messo sui social- ha detto la presidente Giovanna Melandri- Restera’ molto di questa esperienza- ha aggiunto- ma dobbiamo attrezzarci per poter sostenere e pagare un contributo agli artisti. Quindi l’idea della piattaforma e’ molto positiva, ha enormi potenzialita’, ma c’e’ un tema che riguarda la mediazione culturale e la selezione dei prodotti”. Melandri ha anche sottolineato il “necessario sostegno al lato domanda di cultura attraverso forme di deducibilita’ al reddito delle persone”.

Stessa richiesta anche da Ricardo Franco Levi dell’Aie che ha espresso “forte apprezzamento per la decisione del ministero di stanziare 30 milioni di euro per gli acquisti delle biblioteche nelle librerie dei territori, oltre al tax credit. Ora si tratta di fare il passo successivo- ha detto- e tutti insieme abbiamo chiesto di sostenere la domanda proponendo di concedere un buono per l’acquisto di 100 libri ciascuno a famiglie con bambini che iniziano un percorso scolastico”. È “fondamentale usare la rete come integrazione” per Michele Dall’Ongaro, presidente dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, perche’ “L’Italia e’ piena di energie creative che aspettano solo di essere illuminate”. Da Paolo Verri, direttore di Matera 2019, l’idea di costruire un percorso e un incontro “per fare una programmazione dei prossimi anni”, accolta anche da Innocenzo Cipolletta, presidente di Confidustria Cultura, per il quale “bisogna pensare al dopo e riunire coloro che possono portare un contributo. Questa pandemia ha dimostrato che la strumentazione di intervento in Italia nasce in maniera quasi occasionale, non e’ sistemica. Nel mondo della cultura servono interventi sistemici e la mia proposta e’, come per il cinema, fare una legge quadro per ogni settore in modo da intervenire avendo presente l’insieme delle problematiche”. La Fondazione Roma Europa Festival con Fabrizio Grifasi, chiede che “con la riapertura dell’area Schengen ci siano dei protocolli per permettere agli artisti di tornare a circolare in Europa, oltre a dei protocolli per il palcoscenico. Servono regole piu’ avanzate applicabili gia’ dal prossimo autunno- ha detto- e c’e’ bisogno anche di una spinta all’innovazione. Nel progetto Netflix della cultura bisogna fare attenzione all’innovazione delle giovani generazioni”. E poi, siccome “stiamo lavorando a una prospettiva biennale- ha concluso- chiediamo di estendere anche al 2021 l’erogazione del Fus come quest’anno”. Chiede invece “un grande sforzo di investimento per le strutture teatrali” Gabriele Russo del Teatro Bellini di Napoli, perche’ “con queste restrizioni per il teatro e’ piu’ difficile realizzare anche dei contenuti per una piattaforma online”. Un confronto “molto utile” per il ministro, che vede nella nascita di una Netflix della cultura “la possibilita’ di arrivare dove non si arrivava: dalle scuole alle periferie, alle case delle persone. Puo’ essere un meccanismo virtuoso se ci lavoriamo. Costruiamo le tappe di questo percorso e troveremo un luogo finale, magari fisico, per incontrarsi e ragionare su che cosa questo progetto puo’ diventare per l’Italia”.

Agenzia DiRE  www.dire.it

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