CULTURA. LETTERE AUTOGRAFE LEOPARDI CUSTODITE IN BIBLIOTECA NAPOLI.

BONISOLI: “TESTIMONIANZA IMPORTANTE PER ARRICCHIRNE BIOGRAFIA” (DIRE) Napoli, 31 lug. – “Sono particolarmente orgoglioso del fatto che uno dei primi atti di cui sono stato testimone da ministro sia stata l’acquisizione di tre lettere di Giacomo Leopardi all’amico Francesco Puccinotti. Ogni testimonianza puo’ essere importante e decisiva per arricchire di particolari la sua biografia”. Il ministro dei Beni Culturali, Alberto Bonisoli, annuncia cosi’ l’acquisizione al patrimonio culturale italiano di tre lettere autografe di Giacomo Leopardi che da oggi sono custodite nella Biblioteca nazionale di Napoli. “Questo e’ un luogo magico che potrebbe diventare un elemento fondamentale del sistema culturale complessivo della citta’ di Napoli”, sottolinea Bonisoli, ricordando che nella Biblioteca nazionale partenopea “e’ gia’ depositato oltre l’80 per cento del patrimonio del poeta”. Le lettere di Leopardi a Puccinotti erano note solo attraverso copie, ora finalmente lo Stato restituisce al patrimonio culturale del Paese gli originali autografi che saranno conservati nella Biblioteca italiana che piu’ di tutte e’ impegnata per la tutela della memoria del poeta attraverso un’attivita’ di ricerca di altre testimonianze nelle mani di privati. Corrispondente forse tra i meno conosciuti del poeta recanatese, Francesco Puccinotti conobbe leopardi nel 1812 e con lui strinse un’amicizia intima e profonda. Nella prima lettera autografa del 14 aprile 1826 c’e’ un’ammonizione filosofica sul valore dell’uomo dettata non “dal posto che siate per occupare, ma dalla vostra scienza e dal vostro ingegno”. Nella seconda del 21 aprile 1827, Leopardi annuncia di voler partire per Bologna e poi per Firenze, dove avrebbe trascorso l’estate, cogliendo l’occasione per inviare un’invettiva contro la sua Recanati. Infine, nella terza lettera spedita all’amico da Firenze il 16 agosto 1827, Leopardi descrive le sue condizioni di salute. La menomazione fisica lo porta a una conclusione psicologica: impossibilitato a leggere, a scrivere e a pensare per il mal di testa e il mal d’occhi lacerante, l’unica logica conclusione e’ pensare alla morte come ultimo ripiego. E la filosofia, da un lato rimedio alla noia “ma che alla fine annoia essa medesima”. “Il nostro patrimonio bibliografico – afferma il direttore generale della Biblioteca nazionale di Napoli, Paola Passarelli – si arricchisce di altri tre preziosi documenti leopardiani grazie al diretto impegno professionale ed economico della direzione generale biblioteche e istituti culturali e della Biblioteca. Il libro e le biblioteche sono uno strumento fondamentale di crescita intellettuale e di sviluppo sociale”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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