CULTURA. LA ‘MORGANA’ DI MURGIA-TAGLIAFERRI CHIUDE ‘INQUIETE’ A ROMA.

NE’ DONNA DEL PATRIARCATO, NE’ FEMMINISTA DOGMATICA (DIRE) Roma, 14 ott. ‘Morgana, storie che tua madre non avrebbe approvato’ (Mondadori, 2019) di Michela Murgia e Chiara Tagliaferri e’ il libro protagonista dell’appuntamento che ha chiuso il Festival ‘Inquiete’ al Pigneto, a Roma. “Abbiamo progettato Morgana senza seguire ricette- ha spiegato Michela Murgia- Morgana e’ uno stato d’animo, non di genere. E’ la ricerca di un femminile alternativo tanto al modello patriarcale, quanto al femminista dogmatico che ci sta stretto. Morgana- ha spiegato- e’ anche un uomo che combatte gli stereotipi del suo maschile”. La ‘ricetta-non ricetta’ della Morgana perfetta e’ stata simbolicamente riproposta davanti al pubblico, come in un proscenio teatrale, utilizzando un vecchio pentolone in cui mettere gli elementi indispensabili per creare questa donna anti-stereotipi. Servono “eversione, esercizio del desiderio e del potere” – questi gli ingredienti indispensabili secondo Michela Murgia – ai quali si aggiungono “le Cime tempestose di Emily Bronte” di Chiara Tagliaferri, insieme “alla bellezza. Una Morgana puo’ scegliere di bastonarla o utilizzarla per non subirla. La questione estetica- ha detto Murgia- e’ diventata un fatto politico”. Un tema attualissimo perche’ anche le piu’ giovani “si giudicano con gli occhi dei maschi e questo non deve accadere”. Morgana ha poi un altro ingrediente speciale: “Il rumore, come quello di una collana che si vede da lontano. Ho passato una vita a nascondermi, ora- ha raccontato la scrittrice sarda- basta vergogna”. E in conclusione ecco l’altro ingrediente simbolico: il fallimento, o meglio quello erroneamente cosi’ chiamato e ‘mal interpretato’: “La coincidenza tra cose finite e cose fallite e’ uno degli errori piu’ grandi imposti dal giudizio degli altri: un rapporto finito- ha concluso Murgia, come direbbe una vera Morgana- non e’ un rapporto fallito”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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