CORONAVIRUS. UNINDUSTRIA RIETI: IMPRESE IN SICUREZZA RIPARTANO.

(DIRE) Roma, 9 apr. – “Nel totale rispetto di tutte le norme anticontagio e sulla salute ma, dove e’ possibile, le aziende ripartano in modo graduale”. L’appello arriva dal presidente di Unindustria Rieti, Alessandro Di Venanzio, che traccia un bilancio della situazione del territorio, a un mese dal lockdown, dalla chiusura o riduzione delle attivita’. “Le analisi indicano una perdita di 300 milioni al giorno di Pii nel Lazio, di cui 5 nel Reatino- spiega Di Venanzio.- Ovviamente, pero’, il primo pensiero va alle vittime del coronavirus e a chi, quotidianamente, e’ in prima linea contro la malattia: la salute e’ e resta la priorita’ di tutti, lavoratori e cittadini». Ma il dopo la fase 2 devono essere programmati, in un momento in cui la curva dei contagi sembra finalmente scendere. “Il rischio concreto, soprattutto per le piccole attivita’- osserva Di Venanzio- e’ che non possano riaprire: le spese fisse ci sono sempre, ma le entrate, il fatturato sono spesso prossimi allo zero. E, nel Reatino, siamo in un territorio gia’ ferito dal terremoto del 2016 e da tutti i problemi preesistenti alla pandemia”.

Tutto dipende dall’evoluzione dei contagi. L’attuale decreto scadra’ il 13 aprile. “L’obiettivo e’ che, appena possibile, anche a iniziare da dopo Pasqua e soprattutto nelle aziende dove siano garantiti distanza sociale, mascherine, guanti e tutte le precauzioni, si riparta- auspica il presidente – Nelle imprese dove le norme di tutela della salute possono essere applicate e rispettate, in modo graduale, con turni e personale a rotazione, e’ importante riprendere. Questo scenario, del resto, e’ contenuto nel protocollo siglato alla meta’ di marzo, tra associazioni e sindacati: dove e’ possibile rispettare le norme sulla salute, si riparta appena possibile. Nel Reatino, peraltro, sono numerose le attivita’ che si erano impegnate nel rispetto anche prima del blocco: si e’ registrato un alto senso di responsabilita'”. “Nel primo semestre del 2020 – ricorda Di Venanzio – la stima e’ di una perdita di 10 punti percentuale del Pii. Per l’intero anno, si puo’ contenere il calo a meno 6, ma solo se il 90 per cento delle attivita’ riprende entro la fine di maggio, altrimenti i dati saranno peggiori. Per il Reatino, ad esempio, gli ordini dal nord da tempo non sono piu’ stati consegnati”. La crisi economica collegata alla pandemia e’ arrivata dopo una situazione gia’ difficile. “Tra i comparti piu’ coinvolti – conclude Di Venanzio – ci sono industria e settore edile: occorre snellire la burocrazia, garantire i pagamenti, senza contare le responsabilita’ crescenti sul lavoro. Le ripercussioni sono state e sono proporzionali a quanto si faceva prima. In questa crisi, si sono perse anche quote di mercato, con commesse spostate, ad esempio, in Austria e Ungheria. Ora bisognera’ non solo frenare le perdite, ma riconquistarle. Per questo, adottando tutte le precauzioni, dove e’ possibile, e’ giusto ripartire”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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