–CORONAVIRUS. RENZI: RIAPRIRE LE FABBRICHE PRIMA DI PASQUA.

POI IL RESTO. I NEGOZI, LE SCUOLE, LE LIBRERIE, LE MESSE (DIRE) Roma, 28 mar. “Serve un piano per la riapertura. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le messe. Si’, non ci scambieremo il segno della pace ma torneremo a messa. O almeno a fare l’adorazione insieme”. Matteo Renzi, leader di Italia viva, lo dice in un’intervista a Avvenire. “Bisogna ripartire”, ribadisce Renzi. Il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina “giovedi’ in Senato e’ stata poco chiara sui tempi, ma bisogna riaprire”, insiste.

“Bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora”, insiste Matteo Renzi, leader di Italia viva, nella sua intervista a Avvenire. “Sono tre settimane che l’Italia e’ chiusa e c’e’ gente che non ce la fa piu’. Non ha piu’ soldi, non ha piu’ da mangiare- prosegue- I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi, specialmente al Sud. Senza soldi vincera’ la disperazione. Serve attenzione, serve gradualita’, serve il rispetto della distanza. Ma bisogna riaprire”. E il leader di Iv continua: “insisto: l’Italia non puo’ stare ibernata per un altro mese perche’ cosi’ si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate. È per questo che le istituzioni devono agire senza perdere nemmeno un giorno”. Riaprire quindi, ma la gente ha paura. “Ho due nonne. Una compie ora cent’anni, un’altra novanta. Io pensero’ a loro, come tutti noi penseremo ai nostri anziani che non potremo piu’ abbracciare per qualche mese: e’ terribilmente triste ma saremmo costretti a fare cosi’. La stagione del coronavirus ha un prima, un dopo, ma anche un durante. E nel durante bisognera’ fare i conti con la realta'” ma “bisogna ripartire” perche’ “l’alternativa e’ chiudersi in casa e morire. Penso spesso a Firenze: dopo la peste del 1348 creo’ il Rinascimento. Penso che per arrivare al dopo bisogna attraversare il durante. Faremo fatica ma ce la faremo”. 

Agenzia DIRE  www.dire.it

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