CORONAVIRUS. LOCKDOWN, LO PSICHIATRA: I RAGAZZI SE LA CAVANO MEGLIO.

ADULTI TRA FOBIE E ISTERIE, STARE INSIEME NON È FACILE COME PENSAVAMO (DIRE) Roma, 30 mar. – “In questo momento dobbiamo ringraziare che ci sia il web, il gaming e le chat. Come anche la didattica scolastica, cosi’ bambini e ragazzi riescono a non annoiarsi e a mantenere tutte le relazioni che possono mantenere. Personalmente le difficolta’ piu’ ampie non le vedo nei ragazzi, che sono attrezzatissimi, anche sotto un profilo di senso di responsabilita’. Per quanto mi riguarda, io la difficolta’ la incontro tantissimo con i genitori”. È questa la lettura ‘clinica’ fornita alla Dire da Federico Tonioni, psichiatra responsabile dell’area dipendenze e dell’ambulatorio per la psicopatologia web-mediata del Policlinico Gemelli di Roma. Anche gli adolescenti, infatti, “che solitamente trasgrediscono, riescono a stare dentro regole difficili per tutti, senza fobie, isterie o le esplosioni di rabbia che ho visto invece dalla mia generazione- riflette e ammette- me compreso”. Sono proprio i bambini e i ‘teen’ ad essere quindi “quelli meno arrabbiati, a meno che- ammonisce- non gli si mettano delle regole tanto rigide da rasentare l’assurdita’. Tranquillizzerei i genitori, quindi, anche prendendomi tutta la responsabilita’ di quello che dico, quando affermo che il gaming come la didattica online o le chat fra ragazzi sono davvero fondamentali in questo momento, per mantenere l’unico equilibrio possibile”. Gli adolescenti, a detta dell’esperto, hanno diritto “a iperconnettersi, a poter moltiplicare le loro relazioni nel gruppo di pari. Esattamente come il nostro mestiere di genitori e’ di preoccuparci per loro. Ma il problema e’ il ‘come’ lo facciamo”. Secondo Tonioni, quindi, il web “va assolutamente ringraziato e al momento l’attenzione va focalizzata non tanto sui ragazzi, “quanto sui nervosismi nella coppia di adulti”. Si parte essendo una coppia, “marito e moglie, poi nascono i figli e gia’ da allora bisogna imparare a stare in tre. A rendersi conto che non si sara’ mai piu’ solo una coppia”. Poi arriva il turno del “mantenere in maniera sana e creativa una famiglia, il che non e’ facile- spiega lo psichiatra- In una ‘vita’ pre-virus gli scambi veramente significativi tra due adulti saranno di una mezz’ora al giorno, telefonate comprese, mentre si e’ al lavoro in posti separati”. Dopodiche’, ripercorre l’esperto: “Ci si guarda per un’altra oretta, oretta e mezza a casa, se lo si vuole. E poi si va a dormire”. Ora lo scenario sembra essere in preda ad una rivoluzione, le coppie si ritrovano “24 ore intere durante il weekend a stare insieme senza vedere pero’ la luce infondo al tunnel. Per cui ricevo molte richieste di aiuto spostate sui figli- confessa Tonioni- che pero’ reggono bene. L’aumento di nervosismo e intolleranza reciproca e’ invece nelle coppie genitoriali, che non sono piu’ assolutamente abituate a stare insieme, chiuse nello stesso posto. Stare tutti dentro casa insieme non e’ piu’ facile come pensavamo”. Ai ragazzi si tende a dare regole “per ridurli all’obbedienza e non si deve mai. Tutte le volte che sia io che voi abbiamo obbedito- spiega alla Dire, Tonioni- da qualche parte abbiamo accumulato rabbia, e questo non ci aiuta a crescere”. Dunque, lo schema da impostare verso i propri figli e’ piuttosto quello “della trattativa. Li’ impariamo tantissimo dai nostri figli, di come sono fatti. La trattativa rende i ragazzi competenti e fa tollerare frustrazioni intollerabili anche a noi-aggiunge- Una trattativa con un figlio fa sempre crescere il genitore, mentre un atto di obbedienza fa accumulare rabbia al figlio e sentire in colpa noi”. Anche sui videogiochi ‘sparatutto’ l’esperto in psicopatologie web-mediate vuole aggiungere qualcosa: “I giochi sparatutto non fanno accumulare rabbia ai bambini, sono valvole che li aiutano a scaricare rabbia accumulata precedentemente”. L’emergenza odierna, infatti, il lockdown che si protrae ormai da tre settimane, ribalta la quotidianita’ “cosi’ per com’era costruita: stavamo poco tra adulti, poco con i figli, poco tra le stesse famiglie. Anche il nuoto agonistico, il pianoforte o la pallanuoto- lancia un monito futuro Tonioni– e’ qualcosa che non tiene lontani i figli dai rischi potenziali, talvolta inventati di sana pianta. È solo un modo per programmare la settimana dei nostri figli; il che non significa assolutamente stare con loro”. La difficolta’ che si palesa oggi, dunque, “e’ che, ci possiamo trovare a spostare tutta una serie di proiezioni sui nostri figli, che ci stanno sempre intorno. Proiezioni che io cerco di comprendere con tenerezza, ma noi adulti dobbiamo prenderci le nostre responsabilita'”, statuisce il medico. Il blocco “ci sta insegnando un sacco di cose e ci stiamo accorgendo che i ritmi che avevamo prima non funzionavano. Facevamo molte cose inutili, spese inutili, tantissimo del nostro tempo dedicato a cose che non erano i nostri figli. Ribadisco- conclude lo psichiatra- bambini e ragazzi ai miei occhi se la cavano molto meglio di noi”.

Agenzia DIRE  www.dire.it

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